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Due uomini sono stati condannati per aver rapinato e ferito al collo con forbici un bracciante, gli stessi sono stati assolti dal reato di caporalato.


CORIGLIANO ROSSANO – Lo avrebbero preso a testate, afferrato e colpito al collo con un paio di forbici causandogli un trauma facciale per costringerlo a consegnare la somma di duemila euro, ovvero la paga ricevuta per il lavoro svolto nei campi. È così che avrebbero agito Salah Ed Dine Maatoui, 24 anni, e Mustapha El Khayati, 39, i due uomini di nazionalità marocchina condannati nei giorni scorsi a due anni e quattro mesi ciascuno dal gip del Tribunale di Castrovillari per estorsione e lesioni personali aggravate, in concorso, nei confronti del bracciante agricolo E. J. I due erano imputati anche per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro – in altre parole, per fatti di “caporalato” – ma il gip Luca Fragolino, all’esito dell’udienza camerale, li ha assolti per quest’ultima imputazione con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Maatoui e El Khayati erano stati tratti in arresto nello scorso mese di gennaio e la misura cautelare confermata dal Tribunale del Riesame. All’esito di incidente probatorio, i legali dei due imputati, Giovanni Brandi Cordasco Salmena ed Ettore Zagarese, avevano chiesto e ottenuto la misura dei domiciliari.

FORBICI AL COLLO DEL BRACCIANTE: LE ACCUSE DELLA PROCURA DI CASTROVILLARI E LA SENTENZA DEL PROCESSO

Secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa anche sulla base della denuncia della parte offesa – rappresentata dall’avvocato Daniela Raimondo del Foro di Catanzaro -, i due, «in concorso tra loro, reclutavano ed impiegavano manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno» e sottoponevano i lavoratori «a condizioni alloggiative degradanti in quanto erano costretti a vivere in case prive di riscaldamenti e dei beni di prima necessità»; inoltre, sempre in concorso tra loro, percuotevano e causavano lesioni personali alla vittima, allo scopo di estorcerle del denaro.

La Procura di Castrovillari aveva chiesto il giudizio immediato per gli imputati che, però, si erano opposti chiedendo di essere giudicati in abbreviato. Richiesta accolta, con inizio della discussione il 17 luglio. Il pubblico ministero aveva sollecitato la condanna a quattro anni e due mesi per El Khayati e a tre anni e dieci mesi per Martaoui, richiesta alla quale si era associata la parte offesa. La difesa degli imputati aveva chiesto, invece, l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Il gip, accogliendo la prevalenza delle attenuanti della speciale tenuità rispetto alle aggravanti, su cui la difesa aveva a lungo insistito, si è pronunciato condannando entrambi a due anni e quattro mesi per i soli reati di estorsione e lesioni aggravate e assolvendoli per il capo relativo al caporalato.

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