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La conferenza stampo di Antonio Borelli

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Antonio Borelli è il nuovo questore di Cosenza, subentra a Giuseppe Cannizzaro. L’incontro con la stampa: «Cosenza non è un’isola felice»


COSENZA – Cinquantasette anni, di origini catanzaresi, Antonio Borelli è il nuovo Questore di Cosenza. Subentra a Giuseppe Cannizzaro, nominato Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Un curriculum di tutto rispetto che lo rende profondo conoscitore della realtà calabrese e cosentina. Nella città dei Bruzi è stato vicario nel periodo pandemico.

«COSENZA NON E’ UN’ISOLA FELICE»

«Cosenza – ha detto Borelli – non è un’isola felice e come ogni realtà calabrese, è una realtà complessa, però non è una realtà complicata, perché se noi dicessimo realtà complicata, ci precostituiremmo un alibi». Diretto e affabile, Borelli ha risposto a tutte le domande dei cronisti che ieri ha incontrato per la prima volta nella sua veste di capo della Questura bruzia.

«Come tutte realtà complesse – ha poi detto Borelli – dobbiamo analizzare quale è la situazione, creare il clima di fiducia dei cittadini. Se il cittadino si rivolge alle forze di polizia sicuramente si riesce a creare un circuito virtuoso che porta a svolgere meglio il nostro lavoro, nostro e di tutte le altre forze dell’ordine.

«Noi dobbiamo, prima di tutto, guardare le periferie, perché non possiamo abbandonarle. Ma dobbiamo guardare anche le zone centrali della città, sempre contando sull’occhio del cittadino che deve segnalare delle situazioni di disagio, a noi, ai Carabinieri, anche situazioni che non hanno a che vedere con la sicurezza. Ho fatto l’esempio di un parco non illuminato che fa la differenza in chi lo frequenta: se è illuminato ha un senso ed è frequentabile da parte di tutti, non illuminato – e questo non dipende chiaramente dalle forze di polizia – può essere oggetto di attenzione da parte di pregiudicati».

SICUREZZA, SPACCIO DI DROGA E VENDITA DI ALCOL AI MINORI

Diversi i temi trattati dal questore Borelli: dalla sicurezza allo spaccio di droga, fino alla rivendita di alcol ai minori. «Questa è una cosa cui tengo molto – ha precisato Borelli – perché se c’è una distribuzione di alcol – poi lo dirò anche eventualmente in serie di riunioni con i titolari delle discoteche – in questo caso è già un reato penale, su questo vigileremo e se necessario stipuleremo dei protocolli con gli esercenti». Borelli ha ricoperto fino al 1995 il ruolo di funzionario addetto e responsabile della Polizia Giudiziaria al Commissariato di Gioia Tauro.

Poi il trasferimento alla Questura di Catanzaro, alla Squadra Mobile, dove ha assunto l’incarico di responsabile della Sezione Narcotici e Criminalità Organizzata. Nella sua lunga carriera, Borelli ha guidato l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catanzaro per poi assumere il ruolo di Questore Vicario a Messina, prima dell’esperienza a Roma come ispettore generale nell’Ufficio centrale del Ministero dell’Interno.

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