La sede dell'Asp di Cosenza
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L’Asp di Cosenza annulla in autotutela il project financing da 139 milioni per servizi sanitari dopo i rilievi dell’Anac. Errori, rischi assenti e procedura da rifare da zero
COSENZA – Tutto da rifare. L’Asp di Cosenza ha ritirato in autotutela la proposta di partenariato pubblico-privata per affidare ad una ditta esterna i servizi di logistica, manutenzione ordinaria e straordinaria. Un mega accordo da circa 139 milioni di euro che l’Autorità nazionale anticorruzione nelle scorse settimane aveva “suggerito” di ritirare, come raccontato dal Quotidiano.
ASP COSENZA RITIRA BANDO MILIONARIO DOPO RILIEVI ANAC
Una concessione per vent’anni, pagata dai sei ai sette milioni di euro l’anno, per scrollarsi di dosso i servizi “terzi” fino ad oggi spacchettati in più gare. Ad inviare la proposta è stato il Consorzio Italia Servizi di Antonio Colasante, già intercettato in Calabria per il mega project-financing da cento milioni di euro per la Provincia di Cosenza in era Succurro e sempre per la gestione degli immobili pubblici, la fornitura di vettori energetici e la manutenzione impiantistica.
Non un appalto, quindi, ma una gestione “tandem” tra l’Asp e l’azienda privata. Una procedura che, secondo l’Anac, è stata “viziata” da problemi ed errori. Unica soluzione, ritirare tutto e, eventualmente, ricominciare tutto dall’inizio.
LE CONTESTAZIONI DELL’ANAC
Una delle prime contestazioni dell’Anac è stata proprio la proposta di gara. L’Asp, dopo aver ricevuto una relazione di circa 300 pagine dal Consorzio Italia servizi per avviare il cosiddetto Ppp, ha predisposto una gara allegando, però, i documenti sbagliati. Un errore “minore” che viene comunque segnalato dall’anticorruzione. Ma l’Asp non ha inteso neanche spiegare perché chiudere un accorto pubblico-privato invece di una “semplice” gara d’appalto. Nella delibera, infatti, non era chiarito per quale motivo fosse conveniente questa formula e quanto di tutto questo fosse effettivamente fattibile. In altre parole, l’Asp di Cosenza avrebbe accolto la proposta a braccia aperte senza effettuare un eventuale confronto con una gara d’appalto tradizionale.
ASP COSENZA E BANDO MILIONARIO, I RISCHI SECONDO L’ANAC
Altro aspetto riguarda proprio il rischio. Stando alle osservazioni dell’Anac, infatti, «il capitolato speciale d’appalto non prevede un adeguato sistema di monitoraggio, controlli e penali correlato al trasferimento del rischio operativo, in particolare con riferimento al cosiddetto “rischio di disponibilità” dei servizi erogati. Ne deriva che l’operazione si configura, in concreto, come una atipica forma di appalto misto (lavori e servizi), caratterizzata da una rateizzazione dei corrispettivi il cui ammontare e la cui tempistica risultano predeterminati, certi e non soggetti a significativa alea, piuttosto che come una concessione di partenariato pubblico privato». In altre parole, nessun rischio per l’impresa e nessun sistema di penali in caso di errore. Il parere all’Anac era stato richiesto da una seconda società, la Rekeep srl.
SI RIPARTE DA ZERO
Ora l’Asp deve correggere i problemi, ma soprattutto non può concedere la precedenza ad una azienda rispetto ad un’altra in eventuali nuove procedure di gara. Si ricomincia quindi da zero, con l’appalto da 139 milioni cancellato e con un dramma interno. Per pubblicare la delibera di revoca il commissario straordinario Vitaliano De Salazar ha esercitato il potere sostitutivo rispetto alla struttura Affari legali e contenzioso. I tempi stavano andando stranamente per le lunghe. Eppur e l’elenco delle storture le certifica nuovamente la stessa Asp: «carenza di istruttoria, erronea individuazione del modello contrattuale, inidoneità del piano economico-finanziario». Tutto per «evitare il consolidamento di effetti giuridici derivanti da una procedura illegittima e prevenire l’insorgenza di contenzioso».
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