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Dal 2022 al 2024 l’Asp di Cosenza ha richiesto oltre 2,3 miliardi in anticipazioni di cassa, accumulando interessi milionari. La Corte dei conti chiede spiegazioni su somme non restituite, limiti superati e criticità strutturali
COSENZA – In tre anni, dal 2022 al 2024, l’Asp di Cosenza ha chiesto l’anticipazione di oltre 2,3 miliardi di euro per mandare avanti la macchina amministrativa e sanitaria. Complici anche i ritardi nell’erogazione del fondo sanitario regionale, l’azienda sanitaria per garantire la continuità ha inoltrato richieste di anticipazioni di cassa alla banca tesoriere dell’Azienda, accumulando contestualmente interessi passivi su quei soldi sostanzialmente “prestati” dall’istituto bancario in attesa dell’arrivo dei fondi.
ASP COSENZA, LA CORTE DEI CONTI CHIEDE CHIARIMENTI
Oltre 2,3 miliardi sui quali la Corte dei conti a fine aprile ha chiesto di produrre chiarimenti. In primo luogo sul perché nel 2022 e nel 2024 una parte di quelle somme anticipate non sono state restituite. Parliamo di circa venti milioni di euro nel 2022 e circa 56 milioni nel 2023. Almeno così scriveva il collegio sindacale dell’Asp cosentina. Per la Corte dei conti il segnale è preoccupante: nonostante si parli di bilanci ormai chiusi. Il problema sostanziale sono i limiti normativi imposti sull’ammontare delle anticipazioni. Annualmente l’Asp avrebbe potuto richiedere non più di 210 milioni in anticipo, cosa che l’Asp non ha fatto, accumulando anche interessi passivi consistenti che hanno ulterirmente danneggiato le casse dell’azienda. Stanto alle analisi su quelle richieste di prestito si sono accumulati interessi per 976mila euro nel 2022, oltre un milione e 100mila euro nel 2023 e quasi 1,9 milioni di euro nel 2024.
I SALDI DI CASSA
C’è, dunque, un punto sul quale la i giudici contabili vogliono maggiori chiarimenti. E riguardano proprio i saldi di cassa che in quegli anni hanno registrato tutti valori positivi. Soldi che, secondo la Corte dei conti «deriverebbero dall’anticipazione non restituita alla chiusura dei rispettivi esercizi, comportando anche il debito verso il tesoriere». Il problema è che non ci si trova con le cifre neanche nella documentazione del collegio sindacale rispetto a quanto riportato dall’Azienda. per questo motivo la Corte sta chiedendo chiarimenti, partendo comunque dal presupposto che anche nel 2025 il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è stato consistente.
ASP COSENZA, LE CAUSE STRUTTURALI CHE HANNO DETERMINATO IL RICORSO ALL’ANTICIPAZIONE
Dunque, in primo luogo servono dati univoci, ma soprattutto una relazione capace di spiegare quali sarebbero le cause «strutturali» che hanno determinato il ricorso all’anticipazione, «al fine di migliorare la sostenibilità della gestione di cassa negli esercizi futuri». Non solo, è richiesto anche di «indicare i crediti rilevanti non riscossi che generano tensioni di liquidità , comunicare le tipologie di spesa che richiedono più frequentemente l’uso dell’anticipazione (stipendi, fornitori, farmaci)» e fornire domcumentazzioni anche per l’anno scorso «considerato che anche per tale esercizio è emerso il ricorso ad anticipazione di tesoreria». Le risposte dovrebbero essere già arrivate, la scadenza dei venti giorni di attesa è terminata il 19 maggio scorso.
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