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Corso Garibaldi a Reggio Calabria

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COSENZA – Sette casi in più in ventiquattro ore. E’ il dato più alto registrato dal 27 di aprile (LEGGI IL BOLLETTINO). In Calabria dopo lunghissime giornate a ridosso del contagio zero sale nuovamente il numero di positivi, anche se in maniera non proprio preoccupante. Un positivo è residente ad Amantea, due a Reggio Calabria e altri quattro a Vibo Valentia.

Si tratta per la maggior parte di persone rientrate dopo le riaperture del quattro maggio. Ma i numeri restano comunque molto bassi: aumentano le guarigioni, il numero dei contagi attivi è sempre più basso e anche il ministero della Salute, nel suo primo monitoraggio regionale ha definito la Calabria una regione a bassa incidenza, con 0.46 casi accertati ogni 100mila abitanti. Insomma, la Calabria passa il primo “test” ministeriale sulle riaperture, anche se i dati vengono forniti dalla Regione stessa. Per ora la valutazione di pericolo trasmissione resta bassa, con zero casi di allerta. In pratica la Calabria ha tutte le carte in regola per ripartire a pieno ritmo.

Alla Cittadella il piano è già pronto e il testo dell’ordinanza è sostanzialmente redatto, l’attesa è legata alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dpcm che dà attuazione al decreto-legge sulle riaperture. In linea di massima le misure prese dalla Calabria dovrebbero ricalcare quanto già deciso in fase di conferenza delle Regioni, con il testo unico consegnato al premier Conte. La linea guida, insomma, è quella. Si attende però di leggere il Dpcm nella sua interezza.

La certezza, però, è che da lunedì molto tornerà alla normalità anche in Calabria. Alle Regioni è lasciata abbastanza discrezione sulle misure da adottare ma in questa occasione potrebbe esserci una cautela generalizzata dopo il risultato del ricorso al Tar. Un dato è certo: l’anticipazione dei tavoli all’aperto per ristoranti e simili è un’indicazione ad oggi recepita anche dal Governo. Il problema sarà capire come si evolverà la curva dei contagi in questa settimana che sarà, forse la prima per capire la reale portata dei rientri.

Rispetto a questa Fase 2, Jole Santelli ha comunque chiesto attenzione: «Mi auguro che la fase critica sia stata superata» in ogni caso «nessuno è così matto da tenere aperto in situazione di rischio», «nel caso di indicatori contenuti in un report nazionale» che indicheranno un eventuale nuovo rischio «ci adegueremo».

A SkyTg24,, la presidente della Regione ha sottolineato: «Il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini ha chiesto formalmente che linee guida comuni adottate dalla Conferenza all’unanimità entrino nelle premesse e negli allegati del Dpcm, è quello che ci aspettiamo».

«Ci siamo presentati con delle linee guida uniche, tutte le regioni hanno presentato richieste uniche, e sono richieste pratiche, ha aggiunto Santelli. «Il pasticcio grosso è stato fatto all’inizio, le linee guida dell’Inail erano inapplicabil».

Tra le indicazioni che vengono dal Governo per questa estate c’è quello di misurare la febbre negli stabilimenti balneari, una delle misure contro il covid, ma su cui Santelli ha espresso tutte le proprie perplessità, definendo la misura «una barzelletta »: «Se misuriamo la febbre a 40 gradi all’ombra, secondo voi chi non avrà 37 di temperatura corporea?».

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