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PAOLA – Frizzante comizio di ringraziamento, l’altro ieri sera, in piazza del Popolo, da parte del sindaco uscente Roberto Perrotta. Anticipato dagli interventi di Massimo Florita e Marianna Saragò, il capo della coalizione “La Nostra Paola” (intenzionata a votare Emira Ciodaro al ballottaggio), si è difeso dagli attacchi dell’entourage di Giovanni Politano ed ha replicato per le rime. Ha denunciato, intanto, la presunta «mancanza di autonomia di Politano, manovrato da chi, a sua insaputa, ha già confezionato la futura giunta amministrativa».

«Poi te la comunicheranno», ha detto Perrotta, rivolgendosi a Politano, a cui ha ricordato che «gestire il Comune non è come stappare bottiglie di champagne», come avvenuto su corso Roma durante la festa di passaggio al ballottaggio e, tempo prima, in un’abitazione privata, quando un fedelissimo di Politano si lavava i piedi con il pregiato vino.

Ha ricordato, poi, Perrotta, i momenti delle trattative pre-elettorali con Politano, quando stava per nascere l’alleanza con Di Natale, Sbano e il gruppo di Fausto Orsomarso: «Dopo essersi consultato con chi lo manovra – ha detto Perrotta – Politano ci ha detto che ci avrebbe fatto sapere nel giro di un’ora, ma sono passati giorni e non ha mai chiamato. Hai così dimostrato di che pasta sei fatto, caro Giovanni», ha urlato in piazza il sindaco.

«Ma già ti avevamo conosciuto in Consiglio comunale – ha aggiunto – sempre assente nelle sedute importanti per la città: il Psc, il Piano spiaggia, le variazioni di bilancio che servivano per gli stipendi e le associazioni di volontariato. Sindaco non si diventa stappando champagne – ha ribadito Perrotta – perché le bollicine passano, ti possono inebriare per un secondo, ma poi devi affrontare i problemi concreti».

In merito, poi, ai “mo basta” (ora basta, ndr) ripetuti tante volte da Politano durante il comizio di chiusura, relativamente alle gestioni Perrotta, il sindaco ha replicato con ironia: «Come se io avessi usurpato qualcuno, come se non avessi avuto il consenso del popolo», ha chiarito Perrotta, sottolineando la legittimazione popolare a suo favore nell’ambito di vari appuntamenti elettorali. E poi, ancora, sugli attacchi ricevuti durante le esultanze per la vittoria del primo turno, sempre dal gruppo di Politano: «Champagne e qualcos’altro, video, contumelie, ingiurie, ed ora Giovanni ha imparato un altro refrain (ritornello, ndr): “Roberto, vai a lavorare”. E lui risponde: «Vergognati, Giovanni. Vergognati, non una, ma dieci volte. Come ti permetti a dire ciò? Per caso sono sul tuo stato di famiglia? Come fai a metterti alla stregua di coloro i quali mi hanno offeso, tu che ti sei candidato diverse volte con me? E se pensavi questo, perché ti sei candidato con me?», ha urlato il sindaco, strappando applausi.

«Avresti dovuto essere il primo difensore della mia vita – ha sottolineato – perché mi consoci bene e sai come vivo e come mando avanti la famiglia. Dunque, non ti prendere queste preoccupazioni, caro Giovanni, perché come do da mangiare alla mia famiglia, sono affari miei. Pensa a parlare, invece, delle cose che vuoi fare per Paola», è la stoccata di Perrotta. Poi, sempre in merito all’operato di Politano in qualità di consigliere uscente, ha detto Perrottadi non avere «avuto mai il piacere di sentirlo parlare» in Consiglio: «silenzio e vuoto assoluto», poi «mai una proposta».

Sulla sconfitta elettorale: «Perdiamo per 48 voti, ma la democrazia deve essere rispettata qualunque sia il suo verdetto. Guai a noi se contestassimo le regole ferree della democrazia. Perdere per quel margine di voti significava solo che, chi aveva vinto, doveva avere la lungimiranza, la capacità, la destrezza, la sensibilità di fare una telefonata e complimentarsi, prendendo atto dei fatti. Ma non è successo».

«Giovanni non ha avuto questa sensibilità (questo è l’abc della politica e della civiltà), mentre Emira Ciodaro ha chiamato subito», ha raccontato Perrotta, spiegando che le coalizioni si sono differenziate con pochi voti e nessuno ha stravinto. Ricordando, poi, che non appena il Quotidiano del Sud ha reso noto questo particolare, dichiarato dallo stesso Perrotta al giornale, Politano lo ha contattato: «Mi ha detto che sono stati impegnati e che si voleva complimentare. Ed ha aggiunto: “vabbè, poi ci vediamo”. Questo è stato il suo approccio con me. Poi ha detto che lui non chiede niente a nessuno e addirittura ci definisce “ospiti indesiderati”, facendoci capire che non vuole avere niente a che fare con noi. Giovanni sai che ti dico? Figurati noi se vogliamo avere a che fare con te», ha puntualizzato.

Ricordando, ancora, i recenti elogi di Politano all’allora vice sindaco Francesco Sbano dell’ex amministrazione di centrodestra: «Ma Politano era all’opposizione all’epoca, e lì è rimasto, poteva perciò passare in maggioranza. Perché si è schierato contro Sbano?», sono le accuse di incoerenza rivolte da Perrotta a Politano. «La vita – ha aggiunto il sindaco – non è fatta di bollicine o di qualcos’altro, ma di cose concrete».

Poi una strigliata Perrotta l’ha riservata al “leone da tastiera” (Graziano Di Natale, ndr) che «fa vedere solo ciò che gli piace». E parla di «Maria Pia e Di Natale che si sono denunciati, ma ora si sono alleati; «di un assessore comunale della sua giunta che si è candidato dall’altra parte, ma è ancora in carica e prende una indennità».

Quindi elenca i tanti finanziamenti ottenuti dalla sua amministrazione comunale, e conclude con la sua proposta di voto, a favore di Ciodaro e contro Politano: «C’è bisogno di un candidato di sostanza che abbia autonomia di pensiero; un sindaco che dovrà contare sulle proprie forze. Il momento della rappresentanza altrui è finita, venite in piazza e candidatevi. Non affidatevi alle bollicine o a qualcos’altro per darvi un tono. Serve compostezza, serietà, concretezza, autonomia, capacità di discernimento. No ai suggeritori. Votate con la mente e con il cuore. Paola ha bisogno di questo».

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