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Il progetto del nuovo ospedale

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Occhiuto presenta il progetto del nuovo ospedale di Cosenza: 821 posti letto, 349 milioni e gara Inail entro luglio. Il “colpo di scena” durante il dibattito organizzato dal Pd. Dubbi sui tempi e continuano le criticità all’Annunziata


COSENZA – «È stato presentato il progetto di fattibilità tecnico-economica che abbiamo concluso dando alle imprese 60 giorni di tempo per realizzarlo. Se siete d’accordo, ve lo mostro in anteprima, così potete vedere come sarà il nuovo ospedale di Cosenza». Il colpo di scena del presidente Roberto Occhiuto arriva dall’incontro allestito dal Pd di Cosenza, dove è stato invitato per un dibattito sul nuovo ospedale cittadino.

NUOVO OSPEDALE DI COSENZA, COLPO DI SCENA DI OCCHIUTO

Occhiuto ha mostrato per la prima volta il progetto della mega opera che dovrà sorgere a ridosso dell’università della Calabria. Un rendering che, ironizza, «avrei potuto presentare nella sede di Forza Italia». E invece no. Pura strategia di comunicazione politica in mezzo al “nemico”.
La sfida per il nuovo ospedale di Cosenza si gioca sul filo di un cronoprogramma ambizioso che deve fare i conti con i fantasmi di vent’anni di incompiute e una realtà assistenziale, quella dell’Annunziata, attualmente in forte sofferenza. Il presidente ha rivendicato un cambio di passo deciso, annunciando la conclusione della prima fase progettuale, tassello fondamentale per permettere all’Inail di bandire l’appalto integrato entro il prossimo luglio, con l’obiettivo di aprire i cantieri già entro la fine dell’anno corrente.

DECISO CAMBIO DI PASSO, ANNUNCIATA PER FINE LUGLIO GARA INAIL


«Il terreno è già disponibile e abbiamo ottenuto poteri straordinari che ci hanno permesso di accelerare i tempi. Al termine della verifica, tra 30 giorni, avremo il progetto Inail, che consentirà di bandire l’appalto integrato. Il nuovo ospedale avrà 821 posti letto e 47 posti tecnici, con un incremento di 311 posti letto rispetto all’attuale. Ci sarà un nuovo polo territoriale interconnesso con l’Unical, un ampio utilizzo di robotica e automazione, in linea con la vocazione che l’ospedale sta assumendo oggi. Il pronto soccorso è progettato per gestire 100.000 accessi e si estenderà su una superficie di 180.000 m quadrati, con 1.700 parcheggi».


«Stiamo già lavorando alle strade di collegamento, poiché, come sapete, lo svincolo autostradale di Settimo verrà dismesso. Stiamo collegando lo svincolo autostradale di Settimo con le strade che interconnetteranno l’ospedale. Abbiamo le risorse Inail e i 349 milioni necessari per il primo stralcio del primo lotto, che andrà subito in appalto».

NUOVO OSPEDALE DI COSENZA, OCCHIUTO: «NON C’È MAI STATO UN PROBLEMA DI FONDI»


Nelle parole del presidente, la questione non è mai stata finanziaria. «I fondi ci sono, anzi, non c’è mai stato un problema di fondi – ha chiarito il presidente Occhiuto – per gli investimenti in Calabria. Purtroppo, non si è mai investito in strutture sanitarie, mentre da quando ci sono io le strutture sanitarie si stanno facendo, basta guardare l’ospedale della Sibaritide, l’ospedale di Vibo e l’ospedale di Cosenza procederà con la stessa velocità».

IL MONITO DI CARLO GUCCIONE


Tuttavia, la narrazione di una burocrazia che corre si scontra con il monito di Carlo Guccione, che ha richiamato l’attenzione sulla cronica lentezza che affligge le grandi opere sanitarie calabresi: dai primi studi di fattibilità del 2016 all’iter per gli ospedali di Vibo, Sibari e Gioia Tauro, fermo da oltre due decenni. Secondo Guccione, senza i passaggi istituzionali necessari – dalla Conferenza Stato-Regioni ai decreti della Presidenza del Consiglio – il rischio è che si discuta di mura prima ancora di aver definito l’architettura giuridica e accademica della struttura.
«L’iniziativa di oggi – ha spiegato Guccione – mira a fornire chiarezza su un percorso che va oltre la semplice costruzione del nuovo ospedale. Per quanto riguarda i tempi, sono trascorsi dieci anni, inclusi gli studi di fattibilità. Ciò solleva preoccupazioni sia sui tempi di realizzazione che sulla capacità dei finanziamenti».

L’EMERGENZA COSTANTE DELL’ANNUNZIATA


Nel frattempo, l’emergenza quotidiana all’Annunziata resta il termometro più fedele della crisi: con soli 250 posti letto effettivamente attivi rispetto ai 730 previsti, il pronto soccorso si trasforma quotidianamente in un imbuto dove decine di pazienti rimangono bloccati in attesa di un ricovero. Se l’ingresso dell’Unical ha portato linfa vitale in termini di personale e specializzandi, l’offerta sanitaria attuale rimane insufficiente, rendendo la costruzione del nuovo ospedale non più una scelta politica, ma un’urgenza sociale».

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