Studenti dell'Unical a Scampia

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di GIANCARLO COSTABILE*

«NESSUNO libera nessuno, nessuno si libera da solo: gli uomini si liberano nella comunione». Queste parole di Paulo Freire hanno permeato ogni sillaba della grammatica pedagogica del V Forum delle R-Esistenze Meridionali, tenutosi a Scampia presso l’Officina delle Culture Gelsomina Verde. La costruzione di un nuovo alfabeto della liberazione, che si faccia lingua universale di emancipazione degli ultimi, è l’obiettivo strategico di questo programma educativo e sociale nato dalla fusione di movimenti territoriali organizzati come R-Esistenza Anticamorra e soggetti culturali militanti come Pedagogia della R-Esistenza. Sud diventa in questa cornice progettuale il lemma identitario di un’antropologia della speranza, che vede nella storia la realizzazione pedagogica del cammino umano: l’umanizzazione come pedagogia del divenire e tempio della pace.

La genesi della r-esistenza meridionale è da rintracciarsi nell’educazione decolonizzatrice di Paulo Freire, e nel suo tentativo di fondazione epistemica di un’ermeneutica degli esclusi: Sud vuol dire (ri)costruire il mondo dalla prospettiva degli sfregiati della storia. Il nostro Mezzogiorno è figlio di un (radicale) processo di colonizzazione delle menti, funzionale ad un modello di potere che considera chi abita a queste latitudini una mera riserva di braccia per l’economia e le necessità di civiltà del Settentrione del Paese. R-esistere a Sud, r-esistere da Sud, r-esistere per i Sud, significa produrre dal basso una pedagogia delle periferie in grado di mettere in discussione l’occidentalizzazione forzata dell’umanità. La ricerca di un sillabario universale non può tradursi nell’assunzione della lingua dell’Occidente, né della sua simbolistica e ritualistica. La grammatica della liberazione deve abbraccia

re esistenzialmente, in una nuova opera di egemonia culturale, i territori stuprati dalla colonizzazione occidentale e dalle colonizzazioni interne, come il nostro Meridione: deve cioè farsi compiutamente processo educativo di comunione per chi è stato scaraventato ai margini della storia, relegato tra le pieghe e le piaghe del divenire, costretto a parlare una lingua che non gli appartiene e ad indossare gli abiti dell’invasione culturale. L’altra Scampia, quella che la cultura salottiera e radical chic nega, è il laboratorio sociale di questa rottura epistemica: le 120 associazioni nate nel Quartiere, negli ultimi cinque anni, sono l’espressione storica di una necessità ideologica e di un’urgenza esistenziale. Dare alla parola cambiamento una possibilità di espressione prassica: fare cioè del Sud un luogo di generazione di r-esistenza, e non di fabbricazione di subalternità. L’altra Scampia ha scelto di intonare la semantica della comunione: è il primo tentativo storico postrisorgimentale di rompere l’assedio coloniale di matrice lombrosiana. La nuova lingua nasce dall’azione di mutamento della geografia urbana dei territori: la periferia può diventare ‘centro’, può farsi stile cognitivo-comportamentale e progetto di società. La centralità dei beni comuni e la riconversione produttiva dei beni confiscati alla camorra diventano la struttura ideologica di questo disegno di decolonizzazione nato dal basso e dalla lotta dei territori contro il potere centrale.

Il Forum delle R-Esistenze Meridionali si pone come spazio permanente di condivisione esistenziale e di continua elaborazione concettuale in direzione di un’alternativa di società alla globalizzazione capitalistica. L’Officina delle Culture Gelsomina Verde e il Fondo anticamorra Amato-Lamberti si pongono come linguaggio specifico della nuova egemonia nata a Sud di Roma: sono luoghi di inclusione, spazi aperti, case delle vecchie e nuove forme di r-esistenza, presidi di ‘speranza prassica’. Da non-luogo, questo Quartiere partenopeo si è fatto incubatore di civiltà: Comunità, nonostante l’endemica assenza dello Stato. Le R-Esistenze Meridionali si pongono come cantiere (aperto) di una radicale azione politico-pedagogica in senso freireano e milaniano: la costruzione dell’alfabeto della speranza per il nostro Sud, nello sfondo speculativo dell’emancipazione dei Sud del mondo. R-esistere assume il valore di una catarsi collettiva in grado di parlare compiutamente il linguaggio della liberazione. Scampia è Sud, perché vocabolario del riscatto universale delle periferie. Tutti possiamo ‘parlare’: Sud traduce questa intima disposizione del nostro cuore. Dobbiamo soltanto trovare il coraggio di ‘parlare in comunione’: a Scampia è successo. Il Sud è in cammino e bussa, finalmente, alla porta della storia.

*docente di Storia dell’educazione alla democrazia

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