Nicola Leone, ordinario di Informatica all'Unical

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Tra una settimana l’Unical andrà alle urne per eleggere il nuovo rettore. Mercoledì 5 giugno si è tenuta l’ultima assemblea del corpo accademico prima del voto: di seguito una sintesi dell’intervento programmatico del candidato Nicola Leone, ordinario di Informatica.

LE PAROLE chiave della sua campagna, fissate in apertura di intervento, sono tre: ascolto, equità e coesione. Nicola Leone promette una governance con maggiore presenza di donne, una call per scegliere il direttore generale, la riforma del meccanismo per l’elezione del Senato (superando il sistema del doppio voto, «poco trasparente»), l’ingresso nel CdA di un membro del personale tecnico e amministrativo e la revisione del peso del voto espresso dal Pta per il rettore.

La presentazione del programma all’assemblea parte con la didattica e dai numeri. «In un decennio siamo passati da 6.300 a 4.700 iscritti, con un picco in negativo nel 2010» segnala. Solo un terzo dei diplomati calabresi sceglie l’Unical e i tempi di conseguimento del titolo alla triennale sono più lunghi della media nazionale. Leone propone una revisione profonda dell’offerta formativa, con nuovi corsi, maggiore interdisciplinarità, investimenti speciali sul primo semestre del primo anno e altre magistrali in inglese. Per quanto riguarda la ricerca, il matematico promette che nessuno sarà lasciato indietro, perché l’Unical «o cresce tutta o affonda».

Garantisce «massimo impegno» per i ricercatori abilitati e in attesa di progressione. Sul fronte delle risorse ordinarie, si impegna a massimizzarli anche grazie all’istituzione di un ufficio monitoraggio e programmazione strategica per il controllo di tutti gli indicatori critici che concorrono al finanziamento. «Sulle magistrali, ad esempio, perdiamo il 50 per cento per ragioni di numerosità. Ci sono ampi spazi per incrementare il fondo di finanziamento ordinario e le facoltà assunzionali. Abbiamo il dovere di sfruttarli – dice – anche per dare risposta alle legittime aspettative di precari e abilitati».

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