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SCALEA – Per una giornata è stata la regina incontrastata del mar Tirreno. Le onde leggere che si infrangevano nella nave Amerigo Vespucci, alla “fonda” nelle acque di Scalea, l’hanno accarezzata per ore godendosi questo momento magico che nessuno sa se si ripeterà in futuro. L’hanno definita la nave più bella del mondo. Maestosa. Con interni finissimi curati nei minimi particolari e tenuta in ordine. Sono quattrocento le persone dell’equipaggio, compreso gli allievi che si formano per diventare i futuri marinai. La Vespucci è stata fotografata, ripresa per un’intera giornata.

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Non tantissimi hanno avuto la possibilità di visitarla all’interno. Le condizioni per salire a bordo non erano semplici e il protocollo, come ha spiegato il comandante Capitano di vascello Stefano Costantino, è rigidissimo. In mattinata, alcuni sindaci e rappresentanti politici sono stati ospiti della Vespucci. Il gruppo si è addentrato anche nelle stanze della nave fino alla sala riunioni dove si respira tanta storia. La nave ha raggiunto Scalea grazie all’interessamento dell’associazione “Cara, vecchia Scalea, che ha definito l’evento “un sogno”.

L’appoggio dell’amministrazione con a capo il sindaco Gennaro Licursi è stato fondamentale per far diventare storica la giornata della nave scuola Vespucci a Scalea. Il comandante Costantino, con parte del suo equipaggio è sceso a terra ed ha partecipato alla deposizione di due corone di fiori davanti alle lapidi che ricordano i caduti della prima e seconda guerra mondiale fra i quali c’è anche Valerio Jelpa, disperso nell’affondamento dell’incrociatore Armando Diaz silurato da un sommergibile inglese, nella notte del 25 febbraio 1941, mentre scortava un convoglio di navi con rifornimenti per le truppe italiane in Libia. Una giornata intensa. La nave, attorno alle 18.00, quando il sole è cominciato a calare all’orizzonte ha lasciato Scalea, fra colpi di mortaio e fra gli applausi dei numerosi visitatori che hanno affollato le spiagge della città turistica. La Vespucci si è dissolta all’orizzonte, come il grande sogno che gli organizzatori di “Cara,Vecchia Scalea” hanno voluto vivere e far vivere all’alto Tirreno: destinazione Cagliari.

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