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Si è tenuta nell’area di Piazza Amendola la cerimonia di inaugurazione dell’anfiteatro Vincenzo Ziccarelli e di riapertura del Cinema Italia-Tieri. Così Cosenza aggiunge due nuovi presidi culturali e una promessa implicita: che la cultura diventi una presenza stabile, quotidiana, capace di ridisegnare il volto della città.


COSENZA – Una giornata dal forte valore simbolico e civile ha riconsegnato a Cosenza due luoghi destinati a diventare nuovi poli di aggregazione: l’inaugurazione dell’anfiteatro intitolato a Vincenzo Ziccarelli e la riapertura del Cinema Italia-Tieri, tornato alla città dopo quasi un decennio di chiusura e abbandono. Un doppio intervento che segna un passaggio concreto nella rigenerazione urbana e culturale dell’area di Piazza Amendola, dove si concentrano alcuni snodi strategici della vita cittadina: la Casa della Musica, le scuole di Via Milelli e il Liceo artistico-musicale “Lucrezia Della Valle”.

A Cosenza, l’inaugurazione dell’anfiteatro Vincenzo Ziccarelli e la riapertura del Cinema Italia-Tieri

A scoprire la targa dell’anfiteatro dedicato al drammaturgo, scrittore e regista cosentino Vincenzo Ziccarelli sono stati il sindaco di Cosenza Franz Caruso, insieme ai figli Domenico e Davide Ziccarelli e al prefetto Rosa Maria Padovano. La cerimonia, introdotta e coordinata dalla consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza, ha assunto fin da subito i toni di un omaggio profondamente identitario. Nel suo intervento, il primo cittadino ha tracciato il profilo di Ziccarelli come figura attraversata da politica, cultura e impegno sociale nel Novecento calabrese, ricordandone anche la presidenza della Provincia di Cosenza e le battaglie civili, tra cui la denuncia delle condizioni del manicomio di Nocera Inferiore nel solco del dibattito ispirato da Franco Basaglia.

«Non fu semplicemente un uomo delle istituzioni, ma un interprete profondo del proprio tempo e della propria terra, capace di abitare la dimensione pubblica con serietà e misura. Socialista per convinzione e per formazione, Ziccarelli visse la politica come strumento di trasformazione reale, lontano tanto dal cinismo quanto dalla retorica», ha dichiarato Caruso.

Parole che hanno trovato eco nelle riflessioni del prefetto Padovano, che ha sottolineato come Ziccarelli rappresenti «un punto di riferimento non solo per il suo tempo, ma per le generazioni future». Particolarmente sentito l’intervento della famiglia. Il figlio Domenico ha ricordato il padre come «un padre per molti», auspicando che l’anfiteatro diventi uno spazio vivo, capace di generare nuove esperienze culturali e nuovi talenti.

La nuova gestione del Cinema Italia-Tieri

Poi, pochi passi e il racconto cambia scena. Dall’anfiteatro al buio della sala, dalla memoria alla ripartenza: il Cinema Italia-Tieri riapre ufficialmente le sue porte. Ad accogliere le autorità, insieme al sindaco Caruso e al prefetto Padovano, anche l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano Giovanni Checchinato, che ha benedetto la struttura, e il gestore della sala Pino Citrigno, protagonista di un ritorno che ha il sapore della storia familiare e della sfida imprenditoriale insieme.

«Negli anni Settanta questo cinema fu gestito per alcuni anni da mio padre – ci ha confessato Citrigno -. Per me è un ritorno alle origini. È un grande impegno, anche perché l’amministrazione comunale di Cosenza ha investito una somma considerevole per riportarlo a norma. Cercheremo di offrire la massima varietà possibile, perché la struttura lo consente. L’obiettivo è farne un hub culturale per tutta la città».

La nuova gestione si muove con una strategia chiara e ambiziosa: riportare il pubblico in sala e restituire centralità al Cinema Italia-Tieri con una programmazione prevalentemente commerciale ma aperta a incursioni culturali trasversali (pièce teatrali, concerti jazz, balletti) e una proposta cinematografica aggiornata ai principali titoli nazionali e internazionali, «tra cui “Il diavolo veste Prada 2”», capaci di ampliare il pubblico e l’offerta. A suggellare la giornata, il taglio della torta e il brindisi inaugurale, prima della proiezione del film “Benvenuti in campagna”. Così Cosenza aggiunge due nuovi presidi culturali e una promessa implicita: che la cultura diventi una presenza stabile, quotidiana, capace di ridisegnare il volto della città.

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