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Addio a Renato Costabile, figura storica dell’organizzazione teatrale e direttore artistico di alcune tra le più significative manifestazioni culturali calabresi degli ultimi decenni.
COSENZA – Il mondo del teatro italiano è scosso da un lutto profondo: nella notte del 16 novembre, si è spento Renato Costabile, figura storica dell’organizzazione teatrale e direttore artistico di alcune tra le più significative manifestazioni culturali calabresi degli ultimi decenni. La sua carriera, lunga e sempre animata da un’incessante curiosità intellettuale, è stata guidata da una visione precisa: cercare il nuovo, promuovere la ricerca artistica, coltivare e condividere la bellezza in ogni sua forma. Un approccio che non riservava solo al palcoscenico, ma che applicava con la stessa intensità ai rapporti umani, costruiti sempre con rispetto, generosità e una rara capacità di ascolto. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio, 17 novembre, alle ore 15, presso la Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Rende.
Addio a Renato Costabile, figura storica dell’organizzazione teatrale e direttore artistico calabrese
Fin dagli inizi, con l’esperienza nel CTC – Consorzio Teatrale Calabrese – e con l’organizzazione del primo Festival delle Serre di Cerisano, Costabile ha contribuito a dare forma a un panorama culturale che in quegli anni stava cercando una sua identità nuova. La sua competenza e il suo entusiasmo lo hanno poi portato a dedicarsi per lungo tempo al coordinamento dei primi corsi per attori e tecnici teatrali del Teatro dell’Acquario, un progetto pionieristico per la Calabria, e successivamente alla direzione dei corsi di formazione del CIFA – Centro Internazionale di Formazione delle Arti. Grazie al suo impegno, dagli anni Novanta in poi intere generazioni di giovani artisti calabresi hanno potuto formarsi, crescere e trovare una strada nel mondo dello spettacolo.
L’attenzione di Renato Costabile verso i talenti emergenti
La sua attenzione verso i talenti emergenti lo ha reso una figura di riferimento per molte compagnie teatrali nascenti. Ha collaborato alla loro crescita mettendo a disposizione la sua esperienza organizzativa e la sua sensibilità artistica, contribuendo allo sviluppo di realtà come Teatro della Ginestra, Lalineasottile, Porta Cenere, Les Enfants Terribles, Arciere e Officine Jonike delle Arti. In ognuno di questi percorsi ha saputo riconoscere potenzialità, stimolare creatività e sostenere progetti che avrebbero arricchito il tessuto culturale della regione.
La passione per la musica
Renato Costabile nutriva anche una profonda passione per la musica, accompagnata da una competenza rara e raffinata. Questa attitudine lo ha portato a ideare e curare festival musicali di altissimo livello, tra cui il celebre “Cosa vuoi che sia una canzone”, ospitato prima presso la residenza artistica Teatri Meridiani di San Fili e, in seguito, nel nuovo Teatro Comunale di Mendicino. Grazie alla sua capacità di individuare voci autentiche e di qualità, il festival è diventato un punto di riferimento per cantautori già riconosciuti o destinati a emergere negli anni successivi. Con molti di loro Costabile ha instaurato profondi rapporti di amicizia e stima: tra i nomi ricordiamo Claudio Lolli, Massimo Bubola, Mimmo Cavallo, Mimmo Locasciulli, Edoardo De Angelis, Peppe Voltarelli, Luca Madonia, Paolo Capodacqua e un giovanissimo Brunori.
L’esperienza internazionale
Alla sua attività organizzativa si aggiunge anche un’importante esperienza internazionale: Renato Costabile è stato project manager per l’Italia di Artwp – Augmented Reality Tales of War and Peace (Racconti in realtà aumentata di guerra e pace). Il progetto, nato per dare voce a chi ha vissuto in prima persona gli orrori della guerra e per offrire una prospettiva nuova e immersiva a chi li osserva da lontano, ha visto collaborare quattro Paesi: Danimarca, Italia, Francia e Ucraina. I partner coinvolti provenivano da Roskilde (associazione culturale WoWiWo – WorldWideWords), Cosenza (associazione Oltrezona), Beaugency (Les Fous de Bassan) e Lviv (Biblioteca Municipale). Un impegno che dimostra ancora una volta la sua capacità di coniugare sensibilità artistica, innovazione tecnologica e attenzione ai temi umani più profondi.
La sua eredità continua nel ricordo, nelle opere, nei progetti e, soprattutto, nelle persone che ha saputo illuminare con la sua presenza. Numerosi i messaggi apparsi sui social da parte di amici e colleghi che hanno condiviso con lui anni di lavoro e di sogni; e in tutti coloro che grazie a lui hanno imparato a guardare al teatro e all’arte come forma di incontro e crescita comune. Tra questi la compagnia Porta Cenere che ha così commentato la scomparsa di Renato Costabile: «Lascia un vuoto enorme in famiglia e negli amici e colleghi che collaboravano con lui e che con lui vivevano l’arte non come una competizione ma come una via per rafforzare l’amicizia e trovare il bello nella propria esistenza».
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