INDICE DEI CONTENUTI
- 1 La rievocazione storica “La Città di Telesio”
- 2 Un messaggio universale di incontro e umanità
- 3 La benedizione dell’Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Giovanni Checchinato
- 4 Il prefetto di Cosenza: «Il commercio rappresenta un’occasione di riconoscimento e valorizzazione delle diversità»
- 5 Il sindaco di Cosenza Franz Caruso: «Questa edizione si distingue per essere una fiera dell’accoglienza»
- 6 La Fiera di San Giuseppe all’insegna di cultura, innovazione e sostenibilità
- 7 Fiera di San Giuseppe 2026: tradizione, cultura e innovazione
- 8 Il Presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli mette in luce il valore sociale della Fiera di San Giuseppe
- 9 Fiera di San Giuseppe: un’intera città in festa
Fiera di San Giuseppe 2026, il sindaco di Cosenza Franz Caruso: «Un’edizione all’insegna dell’accoglienza che celebra l’unione tra popoli».
COSENZA – Cosenza esplode di vita con l’inaugurazione della Fiera di San Giuseppe, uno degli eventi più amati e radicati nella tradizione cittadina. Come ogni anno, le strade si accendono di colori, diventando un palcoscenico a cielo aperto, tra musica, cultura, teatro e memoria. Ad aprire le celebrazioni in via Padre Giglio, lo spettacolo dei mangiafuoco, che ha catturato lo sguardo di centinaia di persone. Lo spazio urbano si è trasformato in una scenografia fiabesca: lingue di fuoco danzavano nell’aria, vortici incandescenti ruotavano tra le mani degli artisti, mentre la città si è fermata a guardare, rapita. Il bagliore delle fiamme illuminava i volti degli spettatori, disegnando riflessi dorati negli occhi colmi di stupore e meraviglia. Bambini, famiglie, curiosi: tutti catturati da questa danza primordiale, dove rischio e bellezza si fondono in un unico, magico momento.
La rievocazione storica “La Città di Telesio”
La manifestazione è proseguita con la rievocazione storica “La Città di Telesio”, curata dall’associazione “La Città del Sole – Tommaso Campanella” e diretta dal regista William Gatto. Al centro della rappresentazione la figura del filosofo cosentino Bernardino Telesio e il suo pensiero rivoluzionario sulla natura, intesa come “anima mundi”, principio vitale che permea ogni cosa. Coreografie festose, costumi storici e monologhi carichi di pathos hanno costruito un vero e proprio affresco teatrale, capace di fondere filosofia e tradizione. Un autentico viaggio nel tempo che ha restituito alla piazza il fascino di un passato che continua a parlare al presente.

Un messaggio universale di incontro e umanità
Sul palco è intervenuto Ibrahima Deme Diop, presidente della Consulta Intercultura del Comune di Cosenza, che ha affidato al pubblico un monologo carico di significato. Le sue parole hanno evocato rotte lontane e storie di popoli. Un messaggio universale di incontro e umanità: «Ho attraversato molti mari dove le stelle sono l’unica mappa. Il Dio che dà la seta che voi lavorate è lo stesso che ha dato il colore alla mia pelle. Se la vostra seta è buona, anche il mio oro è puro. Noi non siamo uomini solo perché siamo cristiani, musulmani o buddisti. Siamo uomini perché crediamo a quello che fanno gli altri. Ecco perché sono qui: non solo per vendere. Sono qui per incontrarvi». Un intervento che ha aggiunto profondità e contemporaneità alla rievocazione storica, ricordando come le fiere – ieri come oggi – siano luoghi di scambio non solo commerciale ma anche umano e culturale.
La benedizione dell’Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Giovanni Checchinato
A seguire, la Fiera ha ricevuto la benedizione dell’Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Giovanni Checchinato. Un momento solenne che ha coinvolto l’intera comunità. Alla cerimonia, hanno preso parte il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, oltre alle autorità civili e militari.

Il prefetto di Cosenza: «Il commercio rappresenta un’occasione di riconoscimento e valorizzazione delle diversità»
Richiamando il messaggio emerso dalla rievocazione storica, il prefetto ha dichiarato: «Il commercio unisce i popoli, non divide; rappresenta un’occasione di riconoscimento e valorizzazione delle diversità. Messaggi che tutti noi dovremmo sostenere e, per quanto di nostra competenza, cercare di amplificare. Vedo nella ripresa e nell’ampliamento di questa manifestazione un’opportunità proprio in tal senso: guardare al passato, ricordare nel presente e proiettarsi verso il futuro, dando attualità anche al rigore filosofico di Telesio. Non bisogna dimenticare i principi legati al rispetto della natura e alle regole che devono guidare la convivenza civica».
Il sindaco di Cosenza Franz Caruso: «Questa edizione si distingue per essere una fiera dell’accoglienza»
Il sindaco Franz Caruso ha ringraziato i rappresentanti delle forze dell’ordine e ha dato un caloroso benvenuto al neoeletto presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli. «La fiera, che quest’anno celebra 792 anni di storia, è molto più di un evento commerciale. Come ricordato nella rappresentazione del “De rerum natura” di Bernardino Telesio, simboleggia l’unione dei popoli e la volontà di creare connessioni. Questa edizione si distingue per essere una fiera dell’accoglienza. Nel solco della tradizione e dell’innovazione, Cosenza dimostra di meritare il titolo di “Capitale della solidarietà”, riconoscimento ricevuto nel 2023. La fiera unisce i popoli, le città e tutta la nostra vasta Provincia», ha sottolineato il primo cittadino. «Stiamo inoltre progettando una fiera tecnologica: sarà sviluppata un’app che consentirà ai visitatori di orientarsi facilmente e di individuare tutti gli stand di loro interesse».
La Fiera di San Giuseppe all’insegna di cultura, innovazione e sostenibilità
La fiera prende il via dalla sopraelevata, recentemente protagonista della presentazione del progetto di rigenerazione urbana “Rigenerare lo spazio. Restituire la città”, ideato da Federico Morabito (CEO di Hobby Color). L’area, un tempo degradata a causa di box abbandonati e cumuli di rifiuti, sarà trasformata grazie al proseguimento del percorso artistico sui pilastri, all’inserimento di verde urbano, alla creazione di spazi colorati e alla progressiva rimozione dei box abbandonati, diventando così un luogo accogliente in grado di ospitare l’edizione della fiera del prossimo anno all’insegna di cultura, innovazione e sostenibilità.
«Negli ultimi giorni sono stati già smantellati i box chiusi da tempo, e sono stati presentati i progetti di rigenerazione della sopraelevata, con il primo intervento che sarà realizzato nei prossimi mesi e completato durante la consiliatura. Il messaggio è chiaro: una parte centrale della città finalmente viene recuperata e valorizzata, con attenzione all’ambiente, all’innovazione e alla cultura», ha precisato il sindaco Franz Caruso nella nostra intervista.
La fiera di quest’anno, dunque, non si limita all’esposizione: punta anche sulla sostenibilità, grazie a una serie di iniziative e, in particolare, alla realizzazione di uno stand dedicato, dove i visitatori potranno apprendere le tecniche di smaltimento dei rifiuti. Accanto all’innovazione, la manifestazione offrirà una ricca programmazione di spettacoli che culminerà il 19 al Teatro Rendano con la partecipazione di Sigfrido Ranucci.
Fiera di San Giuseppe 2026: tradizione, cultura e innovazione
L’assessore al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Cosenza, Rosario Branda, ha espresso grande soddisfazione per l’avvio della fiera, sottolineando l’impegno dell’amministrazione nel coniugare tradizione, cultura e innovazione: «Abbiamo deciso di storicizzare questa edizione all’epoca di Telesio, perché è il periodo in cui dalla Fiera della Maddalena si passa alla Fiera di San Giuseppe. Tra le novità di quest’anno: la disposizione degli spazi e la presenza dello special food che, grazie alla partecipazione di TikToker e influencer, punta a coinvolgere maggiormente i giovani».

Presente alla cerimonia anche il presidente della Provincia, Biagio Faragalli, che, nella nostra intervista, ha sottolineato il valore della coesione territoriale e la promozione dei borghi calabresi: «Questa è la mia seconda uscita istituzionale. Nella prima, abbiamo promosso San Nicola Arcella come “Borgo dei Borghi”. Sono sempre venuto alla Fiera da cittadino – e cittadino lo sono tutt’ora – ma vivo questa edizione con un ruolo importante, al servizio della comunità».
Faragalli ha espresso un sentito riconoscimento all’amministrazione comunale per l’organizzazione dell’evento, mettendo in luce l’impegno profuso dalle forze dell’ordine nel garantire la sicurezza di queste giornate. Ha richiamato inoltre l’attenzione sul ruolo centrale degli ambulanti e sul valore sociale dell’iniziativa: «È un momento per stare insieme: per le famiglie, per i figli, un’occasione di grande convivialità che dà molto a questa città e non solo, perché la fiera sarà partecipata da ogni angolo della Provincia».

Fiera di San Giuseppe: un’intera città in festa
Dopo il taglio del nastro e le foto di rito, nello stand di Poste Italiane si è tenuta la cerimonia di annullo filatelico, con una cartolina dedicata alla manifestazione. A chiudere la celebrazione, le note trionfali della banda musicale di Casali del Manco hanno guidato le autorità civili e militari nel percorso inaugurale lungo l’area fieristica, tra applausi, sorrisi e l’atmosfera contagiosa di una città in festa.
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