4 minuti per la lettura
Unical Voice, l’iniziativa de L’Altravoce il Quotidiano e dell’Unical di Rende sbarca al salone del libro di Torino, tutta l’emozione di una esperienza straordinaria
L’odore della carta porta con se un eco fatto di dita che cercano e sfogliano pagine in cui le parole raccontano sogni rilegati. Varcare la soglia del salone del libro, per chi legge con gli occhi e vive con il cuore quelle storie, è come aprire una porta segreta: improvvisamente il mondo si moltiplica. Ogni corridoio è una finestra aperta su un fumetto che ride, un dark romance dal fascino ombroso e un umanista che trova riflessioni anche in anonimi marinai. Ognuno ha qualcosa da dire. A camminare, i lettori erranti hanno gli occhi e le tote bag piene di copertine, incastrati perfettamente per non superare le rigide regole per il bagaglio a mano.
Sveglia alle 4:00, aereo alle 7:00, apertura salone 10:30, aereo ritorno alle 22:50. Inizia prima del sorgere del sole l’avventura al Salone del libro di Torino per noi, le tre rappresentanti della redazione di Unical Voice, l’inserto scritto dagli studenti e pubblicato ogni quindici giorni in allegato alle copie dell’AltraVoce Quotidiano. Aereo in orario e qualche turbolenza a Lamezia Terme, ma il volo passa velocemente, anche per chi viaggia con le ali per la prima volta. Sapere che ci saremo trovate al SalTo, in mezzo a tutto quel rumore di carta e sogni, ci ha donato una notte quasi insonne, non solo per colpa del cielo che avevamo da attraversare.
Pullman, metro e come per magia un’ora dopo si arriva alla stazione Lingotto Fiere dove il SalTo2025 è già in piena attività.
Passeggiando tra uno stand ed un altro non si può fare a meno di lasciarsi meravigliare. Tante le scolaresche accorse a seguire l’evento. Bambini stanchi si sistemano la visiera del cappellino con il nome dell’istituto, prima di lasciarsi cadere a terra per mangiare un pezzo di pizza.
Shopper, segnalibri, ventagli, mappe di mondi fantastici: a corredare le pagine scritte, al Salone del libro di Torino, le case editrici, piccole e grandi, decidono di puntare sui gadget per attirare sì la vendita ma anche per elevare quell’evento che, per chi ama la lettura, è una vera e propria festa.
Convegni, musica e risate. Questi sono i suoni che del salone. Ce n’è per tutti i gusti. Ogni genere viene rispettato e festeggiato e la grande famiglia dei lettori si unisce per il suo Natale.
In questo magico contesto, abbiamo avuto il piacere e l’onore di poter tenere un’intervento e parlare a nome della redazione di UnicalVoice al padiglione dedicato alla regione Calabria. si è parlato di come, grazie al direttore Massimo Razzi, i professori Giuseppe Cosenza ed Emanuele Fadda e le giornaliste Antonietta Maria Rimola e Tiziana Aceto, ci siamo lanciati in questo nuovo progetto con tutto il cuore e la determinazione ad andare avanti.
Il Direttore, sorridendo, ha voluto raccontare ai presenti di come, quando la redazione di UnicalVoice si riunisce nella sede di Castrolibero, è come se il tempo si dilatasse: iniziamo a lavorare ma chissà poi quando andiamo via. Il Professore Cosenza è intervenuto parlando di come quest’esperienza può, ed è, utile anche da un punto di vista umano e non solo lavorativo proprio perché riesce ad unire ragazzi lontani accademicamente in un unico gruppo che lavora alacremente. Cristina ha poi fatto notare come le passioni individuali si riuniscono nel nostro giornale ed Abigail le ha dato ragione menzionando come, pur essendo tutti elementi molto diversi tra noi, UnicalVoice riesce a rappresentarci tutti.
Il direttore ha rinnovato il desiderio di ripetere quella che è la nostra esperienza anche con gli altri atenei calabresi così da estendere e riprodurre il progetto nella speranza che sempre più studenti possano far sentire la propria voce. Tutto l’evento, convegno, stand e shopping, sapientemente riportato sui nostri social da Rosalba che con attenzione ai trend racconta il SalTo2025 dalla prospettiva di UnicalVoice.
E così, tra stand ricolmi di storie e il brusio incessante di un Salone che non dorme mai, ci siamo fermate un istante. Stanche, si. Ma orgogliose di aver portato la nostra voce in uno dei luoghi simbolo dell’editoria italiana.
Abbiamo ripreso a camminare tra corridoi che sembrano infinite strade di carta, sapendo che questo è solo il punto di partenza.
E mentre il cielo sopra Torino si scurisce e le luci del Salone iniziano a spegnersi, la sensazione è chiara: siamo parte di un qualcosa di grande. Abbiamo lasciato il segno.
L’aereo ci aspetta, le borse sono più pesanti. Di libri, esperienze e nuove possibilità. Ci portiamo a casa più di semplici pagine stampate: ci portiamo a casa il futuro.
Perché Unical Voice è una promessa, è la certezza che continueremo a scrivere, a raccontare e a costruire qualcosa che valga la pena leggere.
E questo viaggio, come ogni storia ben scritta, non finisce. Si evolve.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA