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Il progetto del nuovo ospedale universitario (foto dal web)

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Università e Regione puntano a un nuovo polo sanitario; un progetto che fa interrogare gli studenti sui pro e i contro riguardo il nuovo ospedale, che sorgerà proprio nei pressi del campus universitario.


NEGLI ultimi anni l’Università della Calabria ha vissuto una fase di crescita che ne ha rafforzato il ruolo nel panorama accademico del mezzogiorno. Tra le novità che hanno favorito questo sviluppo spicca l’avvio dei nuovi corsi di laurea in ambito medico-sanitario, che, oltre a valorizzare l’offerta formativa dello stesso ateneo, rappresenta uno dei migliori presupposti per sviluppare maggiormente il legame tra università e sistema sanitario. Ed è proprio in quest’ottica che nasce il progetto del nuovo ospedale di Cosenza, destinato a sorgere – così come illustrato recentemente da Occhiuto sui suoi canali social – proprio nell’area adiacente al campus.

Un’opera che, nelle intenzioni della Regione Calabria, dovrebbe creare un collegamento più solido tra assistenza sanitaria, attività clinica, ricerca e formazione universitaria. Durante un recente incontro operativo tenutosi presso il Rettorato dell’Università della Calabria, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, il rettore Gianluigi Greco e il sindaco di Rende Sandro Principe, hanno discusso le prossime fasi del progetto in vista dell’avvio dei lavori. Una prospettiva che interessa da vicino gli studenti, chiamati a confrontarsi con una trasformazione che andrà ad incidere notevolmente sulla vita del campus e sulle opportunità di apprendimento.

UN’INIZIATIVA CHE PERMETTERA’ DI VIVERE APPIENO IL CAMPUS

«Sicuramente è un’iniziativa che può migliorare il percorso formativo nell’ambito delle professioni sanitarie, permettendo agli studenti di svolgere il tirocinio senza allontanarsi dal campus» afferma Daniele, studente in ambito medico – sanitario, sottolineando come la vicinanza tra università e ospedale possa favorire un collegamento più diretto tra formazione teorica e pratica. Una posizione condivisa anche da Roberta, studentessa di Medicina TD, che dichiara ‹‹Sono sicura che questo possa migliorare la didattica per i futuri medici››.

Un clima, dunque, propositivo, non solo per gli studenti più vicini al settore, ma anche per il resto della comunità accademica. ‹‹Credo che sia un’iniziativa che permetterà agli studenti di vivere a 360° l’esperienza sul campo e che gli consentirà di toccare con mano ciò che un giorno sarà effettivamente il loro futuro›› commenta Stefano, studente di discipline scientifiche. Tra le varie prospettive c’è anche chi, oltre a considerare positivamente l’iniziativa per il suo valore formativo, la vede come un’opportunità per l’intero territorio. In merito a questo, Sara, studentessa di discipline umanistiche, afferma: ‹‹Sono del parere che la creazione di un nuovo ospedale possa rappresentare una risorsa utile in un territorio, come quello calabrese, che soffre molto della mancanza di strutture adeguate a fornire le cure necessarie ai cittadini››.

GLI STUDENTI: ‹‹UN OSPEDALE VICINO AL CAMPUS NON IMPLICA MIGLIORARE LA SANITA’››

Tuttavia, la stessa aggiunge anche una nota critica in merito alla futura gestione del presidio, dichiarando: ‹‹Detto ciò, un nuovo ospedale non implica necessariamente un miglioramento della sanità, perché molto dipenderà dalla sua organizzazione e gestione. La differenza sarà fatta dai medici, dagli infermieri e da tutto il personale selezionato, che spero venga dal nostro territorio, perché è un peccato vedere i medici italiani dover emigrare quando il nostro sistema sanitario ne avrebbe bisogno››.

Considerazioni analoghe emergono anche dalle parole di Lucia, studentessa di scienze politiche e sociali, che afferma: ‹‹Penso sia qualcosa che va a migliorare il percorso formativo nell’ambito delle professioni sanitarie, ma va fatto bene. Il rischio, spesso, è dato da un’organizzazione sbagliata, nonostante le buone iniziative››. Per cui, se da un lato il nuovo ospedale viene percepito come un’importante opportunità per la formazione e lo sviluppo del territorio, dall’altro gli studenti sottolineano la necessità di una gestione efficiente. Una sfida che sarà determinante per trasformare il progetto in una reale risorsa per la Calabria.

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