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La cantante folk-pop Brunella Gatto si racconta al Museo del Presente di Rende in occasione dell’incontro-evento “La mia terra, un amore infinito”. Nella nostra intervista, confessa il suo legame con la Calabria: «È intenso e profondo. Spero che traspaia quando canto».
RENDE (COSENZA) – C’è un filo sottile ma tenace che lega una comunità alla voce di chi sa raccontarla. In Calabria, quel filo oggi passa attraverso il timbro di Brunella Gatto, protagonista dell’incontro-evento “La mia terra, un amore infinito”, in programma domani pomeriggio (29 aprile) alle ore 18 al Museo del Presente di Rende. Non un semplice appuntamento culturale, ma un viaggio nell’identità di un’artista che ha trasformato la propria terra in una scelta espressiva prima ancora che stilistica. La sua musica non si limita a evocare la tradizione: la attraversa, la interroga, la rinnova. Ambasciatrice culturale per UNPLI Calabria, Brunella Gatto è oggi una delle voci più riconoscibili del panorama folk-pop calabrese contemporaneo, capace di portare nel mondo un’immagine autentica e non stereotipata della Regione.
La cantante folk-pop calabrese Brunella Gatto si racconta: «La mia terra, un amore infinito»
La sua produzione affonda nella tradizione popolare calabrese, ma si sviluppa lontano da ogni deriva nostalgica. È una ricerca che guarda avanti, arricchita da sensibilità contemporanee e arrangiamenti moderni. Ne nasce un linguaggio ibrido, in cui il passato non è mai qualcosa di statico, ma materia viva. Ogni brano diventa narrazione, ogni interpretazione un atto di appartenenza consapevole.
Il valore e la forza del suo percorso artistico risiedono proprio nel rifiuto di una cristallizzazione folklorica. La tradizione, nella sua visione, non è mai replica ma trasformazione continua: le melodie evolvono, i ritmi si contaminano, il dialetto diventa strumento poetico e comunicativo. Si afferma così una forma di “resistenza culturale gentile”, capace di attraversare il mondo senza perdere le proprie radici. Nella sua musica la Calabria non è mai una cartolina. È una terra stratificata, fatta di contraddizioni e contrasti: bellezza e marginalità, partenze e ritorni, continuità e cambiamento. I suoi testi costruiscono una geografia sentimentale che evoca immagini universali: il mare come confine e apertura, i borghi come archivi di memoria, la famiglia come ancora emotiva e sociale.
L’incontro evento al Museo del Presente di Rende
In un’epoca segnata dalla globalizzazione culturale, resta centrale la domanda che attraversa il suo lavoro: quanto è possibile restare fedeli alle proprie origini senza rinunciare al dialogo con il mondo? Attorno a questo interrogativo si svilupperà il confronto che vedrà la partecipazione di Antonello Grosso La Valle (presidente Unpli Provincia di Cosenza), Mariateresa Buccieri (storico e critico d’arte) e Tommaso Orsimarsi (scrittore), con la moderazione di Antonio Puntillo (storico d’arte).
Brunella Gatto spiega cosa significa raccontare la propria terra con la musica
Al centro del dibattito una questione essenziale: cosa significa oggi raccontare la propria terra e quale ruolo può avere la musica nella costruzione di un’identità collettiva? A chiarire il cuore del suo percorso è la stessa artista, nella nostra intervista alla vigilia dell’appuntamento di Rende: «Mi reputo una cittadina del mondo. La mia vita è stata segnata da continui viaggi e dall’incontro con realtà diverse. Ho sempre portato con me un bagaglio che non ho mai lasciato indietro: quello delle nostre tradizioni.
All’estero ho avuto modo di incontrare le comunità di emigrati italiani e ho sempre cercato di far vivere la musica popolare, che è parte profonda della nostra identità culturale. Il mio impegno è sempre stato quello di far conoscere queste tradizioni anche alle nuove generazioni, proponendole in una forma leggermente rinnovata. Per me è fondamentale che le nostre radici non vadano perdute. E accanto a questo c’è un amore profondo, viscerale per la Calabria: la mia terra del sole, dell’amore, una terra segnata da difficoltà e contraddizioni, ma anche ricca di grandi potenzialità. È un legame intenso che spero traspaia quando canto».
Nella voce di Brunella Gatto, la Calabria diventa uno spazio emotivo in movimento. Ed è proprio nella tensione tra orgoglio di appartenenza e respiro internazionale che il racconto si fa universale. Perché, a volte, una terra non si descrive: si canta.
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