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Esperti di fama mondiale, ricerca d’avanguardia e nuove tecnologie si incontrano all’Università della Calabria per discutere le prospettive della neurochirurgia e della neurologia di precisione. Dall’intelligenza artificiale alle interfacce cervello-computer, il campus di Arcavacata si conferma un polo di innovazione scientifica e formazione internazionale anche sulle neuroscienze.
L’Università della Calabria si conferma luogo di incontro tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e formazione di alto livello. L’International Meeting dal titolo “Precision Neuroscience and Neurosurgery: Innovation and Perspective”, dedicato alle Neuroscienze e alla Neurochirurgia di Precisione porta nel campus di Arcavacata alcuni tra i maggiori protagonisti internazionali del settore. L’evento offre a studenti, medici e ricercatori una giornata di confronto sulle nuove frontiere della medicina guidata dall’intelligenza artificiale.
L’iniziativa, promossa dal professor Domenico La Torre, ordinario di Neurochirurgia dell’Unical, con il contributo dei professori Francesco Tomasello e Salvatore Cardali, ha visto la partecipazione delle principali autorità accademiche e sanitarie del territorio. Ad intervenire, il rettore Gianluigi Greco, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza Vitaliano De Salazar, il direttore del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Unical Vincenzo Pezzi e il coordinatore del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia – Tecnologie Digitali Marcello Maggiolini.
Sul piano scientifico, l’evento ha ospitato relatori di primo piano del panorama internazionale: il neurochirurgo Antonio Bernardo, il neurologo David Eidelberg, tra i massimi esperti mondiali di imaging funzionale e medicina predittiva applicata alle malattie neurodegenerative. Successivamente, il contributo di Benjamin Rapoport, co- fondatore di Neuralink, ricercatore e imprenditore nel campo delle neurotecnologie e delle interfacce cervello-computer.
RICERCA E FORMAZIONE PER LA MEDICINA DEL FUTURO
Aprendo i lavori, il neurochirurgo Domenico La Torre, ha sottolineato come l’obiettivo dell’incontro fosse quello di mostrare ‹‹le innovazioni e le prospettive future dell’applicazione delle tecnologie di frontiera alle neuroscienze››, evidenziando il ruolo sempre più centrale dell’Unical nell’integrazione tra scienze cliniche e progresso tecnologico. Un evento che il rettore Gianluigi Greco ha definito di straordinario livello scientifico. Il rettore ha inoltre rimarcato come il futuro dell’intelligenza artificiale sia strettamente connesso allo sviluppo delle neuroscienze e della neurochirurgia.
Un messaggio rivolto soprattutto ai tanti studenti presenti, invitati a cogliere le opportunità offerte da una formazione che guarda già alla medicina dei prossimi decenni. Lo stesso filo conduttore è emerso negli interventi delle istituzioni sanitarie e accademiche. Queste hanno evidenziato la crescente integrazione tra Università della Calabria e Azienda Ospedaliera di Cosenza. La convinzione è che ricerca, innovazione tecnologica e pratica clinica debbano procedere insieme per rendere la medicina sempre più precisa.
Grande attenzione è stata dedicata anche al nuovo corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Tecnologie Digitali dell’Unical. Si tratta di un percorso formativo unico nel panorama nazionale che mira a formare professionisti in grado di governare le trasformazioni tecnologiche, integrando, pertanto, la preparazione medica con competenze avanzate in informatica, intelligenza artificiale, robotica, bioinformatica e machine learning.
ANTONIO BERNARDO: «L’ANATOMIA RESTA IL FONDAMENTO DELLA CHIRURGIA»
Il professor Antonio Bernardo, neurochirurgo di fama internazionale, oggi attivo negli Stati Uniti dopo una formazione iniziata in Italia, ha aperto gli interventi. Più che una lezione scientifica, il suo è stato un racconto di vita professionale rivolto ai giovani. Bernardo ha ripercorso il cammino che lo ha portato dai primi studi anatomici fino ai più avanzati laboratori di simulazione neurochirurgica, ribadendo un principio semplice ma fondamentale: non esiste innovazione tecnologica che possa sostituire una conoscenza profonda dell’anatomia.
‹‹La tecnologia è uno strumento straordinario, ma bisogna costruire prima una solida base di conoscenze››. È questo il messaggio rivolto agli studenti, invitati a considerare lo studio dell’anatomia come il vero fondamento della chirurgia di precisione. Il professore ha illustrato inoltre come trent’anni di esperienza chirurgica, migliaia di annotazioni cliniche e dati raccolti durante interventi e dissezioni siano oggi trasformati dall’intelligenza artificiale in modelli digitali capaci di supportare il neurochirurgo nella scelta dell’approccio più sicuro.
Tra questi, il cosiddetto “forgiveness index”. È un indice che valuta il rischio funzionale associato alle diverse aree cerebrali e aiuta a pianificare interventi sempre più personalizzati e meno invasivi. Secondo Bernardo, dunque, la sfida è costruire una neurochirurgia nella quale l’esperienza del chirurgo venga potenziata dall’analisi dei dati e dagli strumenti di intelligenza artificiale. Lo scopo è offrire ai pazienti cure sempre più accurate e personalizzate.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER PREVEDERE LE MALATTIE NEURODEGENERATIVE
A seguire, il professor David Eidelberg ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla neurologia predittiva. Il suo intervento si è concentrato sulla possibilità di individuare, attraverso modelli matematici e algoritmi avanzati, i pazienti destinati a sviluppare malattie neurodegenerative come il Parkinson ancora prima della comparsa dei sintomi clinici. Una prospettiva che potrebbe consentire in futuro di intervenire precocemente, rallentando o addirittura prevenendo l’evoluzione della malattia.
Il meeting ha così restituito l’immagine di una medicina sempre più interdisciplinare, nella quale intelligenza artificiale, robotica, imaging avanzato e competenze cliniche convergono per migliorare la qualità delle cure. Per l’Università della Calabria, l’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione e di sviluppo della ricerca. Conferma così la volontà di diventare un punto di riferimento nel dialogo tra medicina e tecnologie emergenti.
Un messaggio raccolto dai numerosi studenti presenti, chiamati a costruire una professione che, come ricordato durante l’incontro, sarà profondamente diversa da quella odierna.
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