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Dargen D'Amico (foto di Aldo Torchia)

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Energia, ironia e riflessioni sul palco della Rendano Arena a Cosenza per la prima serata del festival Invasioni con il concerto di Dargen D’Amico


Un’esplosione di energia, ironia e profonda riflessione ha travolto piazza XV Marzo. È stata affidata a Dargen D’Amico la prima attesissima serata del festival Invasioni, la storica manifestazione del Comune di Cosenza guidata dalla direzione organizzativa di Gianluigi Fabiano per GFE e cofinanziata dalla Regione Calabria. Con il suo ormai iconico look – un completo a fantasia a metà tra la tuta e il pigiama, completato dagli immancabili occhiali da sole – il cantautore milanese ha calcato il palco della Rendano Arena sulle note di “Piove metallo”, estratto dal suo ultimo album “Doppia Mozzarella”, pubblicato lo scorso 26 marzo. Una partenza fulminante che ha subito chiarito la cifra stilistica dello show.

DA “DOPPIA MOZZARELLA” AI BRANI DI SEMPRE PASSANDO PER LE HIT SANREMESI

Anche nella tappa cosentina, Dargen ha dato ampio spazio alle nuove tracce del suo recente progetto discografico, proponendo dal vivo brani come “Non bevo non fumo”, “Tecno Tango”, “Pianti grassi” e l’esplosiva “Ai ai”, il successo presentato durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo. Ma il viaggio musicale non si è fermato alle novità: accanto alla produzione più recente, l’artista ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera attraverso pietre miliari della sua discografia del calibro di “Ama noi” e “Modigliani”, ma anche “Ubriaco di te” e “Sangue amaro”. Non è mancato nemmeno il momento di spensierata provocazione quando il pubblico ha reclamato a gran voce “Patatine”: Dargen ha improvvisato un divertente siparietto fingendo un rifiuto, ricordando ironicamente alla platea che «nella vita dobbiamo abituarci a sentirci dire no».

In una scaletta ricchissima immancabili gli altri due celebri brani sanremesi: l’ormai travolgente “Dove si balla” e la potente “Onda alta”. Proprio quest’ultima ha regalato uno dei momenti più intensi dell’intera serata. Dietro un ritmo up tempo travolgente, apparentemente perfetto per una spensierata notte in discoteca, si cela infatti un testo denso e doloroso che affronta la piaga dell’immigrazione e dei tragici naufragi nel Mediterraneo. A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva e toccante sono state le voci dei migranti diffuse nel finale della canzone, capaci di gelare il festival in un silenzio carico di empatia. È proprio questa la straordinaria cifra artistica di Dargen D’Amico: la capacità unica di coniugare motivi allegri e ritmati a testi fortemente impegnati, un marchio di fabbrica che lo rende unico nel panorama italiano.

UMORISMO INTELLIGENTE E PUBBLICO DIVERTITO

Non sono mancati i momenti dedicati alle sue celebri collaborazioni, condensate in un medley trascinante: “Maleducata” (con Rkomi), “Roses” (con Saint Jhn e Fedez) e la rivisitazione di “Hanno ucciso l’uomo ragno” (con Max Pezzali). Ampio spazio anche al lato più ‘goliardico’ del suo repertorio con “Bocciofili” e “La cassa spinge”.

Impeccabile la band che lo ha accompagnato sul palco, composta da Marilena Montarone, Tommaso Ruggeri, Diego Maggi e Alberto Venturini. Ma a dominare la scena è stata soprattutto la spiccata personalità di Dargen, sorretta da un umorismo sottile, intelligente e da un carisma travolgente. A rispondergli, una platea straordinariamente eterogenea: dai giovanissimi conquistati dalle ultime hit ai fan della prima ora, che lo seguono fin dai tempi delle Sacre Scuole o di quando firmava le sue produzioni come Corvo D’Argento. Un’ora e mezza di pura musica dal vivo che ha fatto cantare e ballare la città dei Bruzi dall’inizio alla fine.

Al termine dello show, l’artista si è intrattenuto per oltre un’ora tra foto e autografi con i fan. Infine, a chiusura di un’indimenticabile serata, lo stesso Dargen ha omaggiato la città condividendo sulle sue storie Instagram uno scorcio suggestivo del centro storico, accompagnato da un semplice e affettuoso messaggio: «Buonanotte Cosenza».

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