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La carica dei Litfiba conquista Cosenza: al Be Alternative Festival musica, memoria e impegno per i quarant’anni di “17 Re”


COSENZA – Indossando una maschera di una scimmia con corona è entrato Piero Pelù a bomba con il nuovo singolo pubblicato: 17 Re. Il brano che da il titolo al disco e ha dato il via al tour reunion dei Litfiba, ma all’epoca era stato scartato dalla track list perché distante dal filo conduttore dell’album. Oggi si veste a nuovo con il vestito del presente. E si aprono così le danze del live del tour “Quarant’anni di 17 Re” dei Litfiba, nella Rendano arena del centro storico cosentino in occasione del Be Alternative Festival.

Il concerto si svolge davanti alla piazza XV marzo gremita e affascinata dalle due ore e mezza di brani e parole di Piero Perù. Il quale tra un brano e l’altro ci mostra come il secondo capitolo della trilogia del potere è ancora attuale. Concetti che posso apparire scontati ma che nell’attuale contesto storico culturale diventa doveroso ribadire. Il già citato Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo e Daniele Trambusti si confermando ancora simboli del rock’n’roll italiano, attraverso le sfumature new wave, post punk e folk. Il frontman non manca di fare un omaggio a Ringo De Palma, batterista originario del gruppo scomparso prematuramente nel 1990, con Eroi nel Vento. Insieme a La Preda brano di Desaparecido. Da Litfiba 3 si annoverano Santiago, ricordando la storia del Cile, e Tex.

Pelù ha ricordato come l’uomo come patriarca, non avendo rispetto per nessuno, ha cancellato tutte le divinità femminili. “Noi uomini abbiamo creato la cosa più schifosa sulla faccia della terra, cioè la guerra.” Introducendo, per l’appunto Sulla terra.
Partendo dal cinema di Hollywood come pessimo esempio dove cowboy contro indiani e neri. Quest’ultimi come cattivi mentre i bianchi buoni posso uccidere: il suprematismo bianco. “La cultura della violenza, delle armi, della vendetta!” Atmosfere oscure pervadono la descrizione di elementi naturali prende il sopravvento sui ‘fantocci di sabbia’ umani. Proseguendo sullo stesso discorso Pelù va a ricordare la lobby delle armi, che traduce in una mafia delle armi. Prima non manca di citare le vicende di Cutro del tragico nubifragio del febbraio 2023 e delle indagini in corso.

Segue rammentando di come il nostro paese possa vendere le armi a Israele citando il ministro Crosetto e la presidente del Consiglio Meloni. Ferito con poche parole riesce a colpire nel profondo con atmosfere ancestrali e new wave. Estrapolando un ricordo di famiglia, Pelù dedica al nonno facente parte del Battaglione Catanzaro della Prima guerra mondiale e del generale Cadorna che ha mandato a morire centinaia di soldati. E soprattutto dei ribelli fatti fucilare. “Rispetta le mie idee” di Apapaia, come tutto il resto del testo, riecheggia nella piazza facendo venire i brividi. “Nella tua finestra aperta: una bellissima luna” le parole prima della malinconica e quasi fantascientifica Pierrot e la luna. Il testo evoca immagini oniriche e insonni legandosi attraverso atmosfere sci-fi alla Blade Runner.

«La prossima è una canzone che parla di pace, un argomento scomodo. Chi gira con la bandiera della pace p della Palestina rischia anche l’arresto. La ragione per cui il prossimo brano pur datato, rimane ancora attuale. Il maestro Aiazzi con il suo tanga musicale ci sta per suonare un Tango». Ironizza Pelù sottolineando il rifiuto per l’obbligo militare che va a delineare il destino della gente secondo meccaniche politiche.

Facendo un breve riassunto degli anni ‘80, oscuri e dark li definisce. Citando il grande regista, attore calabrese, Giancarlo Cauteruccio. Fondatore della compagnia teatrale Krypton da cui si annovera Eneide e la colonna al seguito dei Litfiba. E conclude il sunto ricordando l’esplosione della centrale nucleare in Ucraina protagonista di Resta. «Lo immagini un nucleare pulito?! Siamo il paese del sole e del vento e bisogna pensare al nucleare?»
Sventolando il tricolore Pelù declama «Questa è sempre sarà la bandiera dell’Italia libera e antifascista!» Partono subito le note de Il vento, brano estrapolato da Pirata, disco live, insieme a Cangaceiro.

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