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Parlare di sé attraverso la musica, ecco chi è il cantante calabrese Speedy, studente e artista di nuova generazione
«Goditi questo dolore» ci racconta Francesco Servidio, in arte Speedy, mentre ci rivela in un’intervista i retroscena della sua musica e i suoi intimi pensieri.
Questa frase è ciò che un suo amico gli ha scritto per consolarlo da una rottura. Questo è stato il punto di partenza per la nascita di Clochard, il suo terzo singolo, interamente scritto in una notte. Questa canzone, ammette Francesco, è quella a cui è più legato in assoluto. Ancora di più di Mano nella mano e Pancarrè, i singoli che la precedono, è stata vissuta dal pubblico con maggiore intimità. Che poi è questa la cosa bella della musica: «ogni storia raccontata, può diventare la storia di tutti».
Questo suo modo semplice e diretto di esprimersi è stato influenzato dalla musica che ha segnato tutta la sua vita, a partire dal cantautorato italiano anni ’70 e ’80 fino ad arrivare ad artisti come Calcutta, Coez, ma in particolare Gazzelle.
La sua valvola di sfogo è sempre stata, sin da piccolo, quella di mettere su carta il suo vissuto e le sue esperienze. Solo quando si è trasferito dal piccolo paesino di Sant’Agata di Esaro, in cui è cresciuto, a Quattromiglia per l’università, che è iniziato il suo vero percorso artistico. Le persone conosciute all’Unical sono state per lui fondamentali: proprio alcuni suoi amici che suonavano la chitarra, infatti, hanno creato le melodie per i suoi testi e lo hanno spronato a cantare le sue canzoni.
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Gli inizi della carriera da musicista di Speedy
La svolta decisiva nel suo percorso è avvenuta circa un anno fa, quando ha iniziato a lavorare con il suo produttore Paolo Pasqua, in arte l’Ennesimo, e da quando ha iniziato la collaborazione con Semplicemente Dischi e Marley Session. Con loro sta lavorando, in particolar modo, per mantenere un sound che sia riconoscibile, costante e identificativo in tutti i suoi brani. Seguiranno questa scia, ci anticipa, anche i prossimi singoli, che usciranno a breve e che faranno parte del suo album.
Recentemente ha cantato al Mood Social Club, un locale di Quattromiglia, per la prima volta accompagnato dalla band. Infatti, prima di questa esperienza, si era esibito live sempre e solo chitarra e voce. Francesco non si sarebbe mai aspettato tutto questo affetto da parte del pubblico. Ci dice: «vedere la gente cantare le mie canzoni è una cosa che non posso dimenticare». Anche se consapevole che ogni tappa è solo l’inizio, messaggi come «Mano nella mano mi ha salvato», che spesso riceve, sono una grande motivazione per continuare il suo percorso. Il suo obiettivo è quello di arrivare a più gente possibile. Di farsi conoscere anche fuori dalla Calabria, restando però legato ai suoi amici, alla realtà che si è costruito a Cosenza, al suo paese d’origine. Soprattutto, spera di essere sempre sé stesso: Francesco, il ragazzino da tutti soprannominato Speedy, perché a calcetto era molto veloce!
Speedy è un personaggio autobiografico, lo è sempre stato, anche prima: Francesco è Speedy e Speedy è Francesco.
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