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Domenico Tedesco

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ROSSANO (COSENZA) – Domenico Tedesco ha sorpreso tutti e, dopo soli tre mesi come allenatore professionista, è stato nominato nuovo allenatore dello Schalke 04. La presentazione ufficiale è avvenuta oggi in una conferenza. Tedesco è nato a Rossano, in Calabria, ma cresciuto a Stoccarda, dove ha cominciato ad allenare fin da giovanissimo: a soli 22 anni guidava le giovanili del VfB; a 27, guadagnata la panchina dell’U17 e lasciato il ruolo di ingegnere Mercedes, ha cominciato la sua veloce – e precoce – ascesa.

L’allenatore 31enne nato in Calabria è stato presentato in conferenza: “Il paragone con Nagelsmann non mi spaventa, lo Schalke è per me qualcosa di grandioso. Una certezza: lavorerò con umiltà e in campo non sarà un one-man show”.

Domenico Tedesco si è presentato nella sua prima conferenza stampa da allenatore di una squadra di Bundesliga citando il mitico motto dello Schalke: “GlückAuf!”. Tedesco è stato capace di scalare il calcio professionistico in un amen: gli sono bastate poche – ma di qualità – settimane all’Erzgebirge Aue, in Serie B tedesca, per conquistare un posto in prima in un club storico (e con un pubblico da sempre molto esigente) di Germania come lo Schalke.

Un’ascesa repentina iniziata l’8 marzo scorso ad appena 31 anni, alla sua prima esperienza su una panchina, l’Erzgebirge Aue. Veni, vidi, vici: 10 punti in quattro giornate e squadra risollevata da un tracollo che sembrava inevitabile. In Zweite Liga (la nostra Serie B), l’Aue navigava nei bassissimi fondi fino a primavera; a fine stagione, invece, dopo il cambio di allenatore, è arrivato un dignitosissimo 14esimo posto. E il merito non può non essere suo, di Domenico Tedesco: nato a Rossano, in Calabria, ma cresciuto a Stoccarda, dove ha cominciato ad allenare fin da giovanissimo: a soli 22 anni guidava le giovanili del VfB; a 27, guadagnata la panchina dell’U17 e lasciato il ruolo di ingegnere Mercedes, ha cominciato la sua veloce – e precoce – ascesa.

“Ho avuto la possibilità di incontrare la maggior parte delle persone che lavorano qui, ogni colloquio è stato positivo”, ha raccontato. “Sono a parlare oggi qui solo grazie all’Aue, che mi ha permesso di testare le mie conoscenze in Zweite Liga. Lo Schalke è un club eccezionale, qualcosa di grandissimo, emozionante. E la cultura dei tifosi è pazzesca, vorrei poter restituire a loro tutto il calore. È chiaro che lavorerò con umiltà, non sarà un ‘one-man show’: lavoreremo tutti insieme per raggiungere tutti gli obiettivi. Voglio che tutti i giocatori mettano in mostra le loro qualità, in campo saremo flessibili. Se sarà difficile? Sono concentrato, non guardo troppo in là”. Sul confronto con Nagelsmann, altro giovanissimo della panchina: “Non mi spaventa”.

Parallelamente a Tedesco, in conferenza stampa ha parlato anche il ds dello Schalke, Christian Heidel: “Devo ringraziare Markus Weinzierl (l’ex allenatore, ndr), è stata una decisione difficile da prendere. Purtroppo non siamo riusciti a possedere un’idea di gioco con continuità, per questo abbiamo optato per il cambiamento. Domenico Tedesco ha ciò che serve allo Schalke: è bravo a gestire tatticamente la squadra e ha dimostrato di poterla migliorare. Ho sempre tenuto d’occhio gli allenatori giovani e di prospettiva e il nome di Domenico è stato spesso presente vicino a quello di Julian Nagelsmann (30enne allenatore dell’Hoffenheim, ndr). Gli obiettivi? Pochi dubbio: vogliamo arrivare in Europa”.

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