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Il presidente Guarascio allo stadio per la partita

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COSENZA – Il calcio è strano. La tifoseria del Cosenza ancora di più. Da sempre appassionata, calda, innamorata, ma allo stadio ,in massa, arriva solo nel momento del bisogno. Ed eccole le bandiere, le sciarpe e i cori in uno stadio che si riempie già un’ora prima del fischio iniziale di una partita da brividi. Dentro o fuori. Il Cosenza deve vincere con il Cittadella per assicurarsi il playout.

Fausto Orsomarso e Antonio Palermo

Con la vittoria del Vicenza ad Alessandria se esce il segno “x” al Marulla si aprono le porte dell’inferno. E allora tutti dentro nella nostra tribuna vip vop e flop che diventa d’un tratto il salotto più bello della città. Tic-tac-toc- tic: “ciao come stai non ti vedevo da tempo…”. La pandemia è solo un ricordo lontano perché in tribuna i baci e gli abbracci non mancano. Giù la mascherina questa notte deve essere una serata di festa.

Biglietto in mano con il numero della poltrona assegnata e uno dei primi ad arrivare nella nostra tribuna è Giuseppe Mazzuca: “sono Mazzuca il Presidente del Consiglio comunale di Cosenza”. Prego, si accomodi. La gentile hostess fa strada ad un Mazzuca che accoglie in tribuna il consigliere regionale Carlo Guccione che mancava da tempo in uno stadio pronto ad alzare il volume della musica. Sono le 19.27 e lo speaker del Cosenza calcio Piero Tucci, che è anche un dj famoso in città, mette una famosa canzone degli U2 adatta alla serata “In The Name of Love”. Perchè la gente arriva allo stadio nel nome dell’amore verso il Cosenza. Ed è solo amore quello che prova il sindaco di Mendicino Antonio Palermo che con la sua sciarpa abbraccia l’assessore al Turismo della regione Calabria Fausto Orsomarso.  Sono le 20.15 e nella nostra vip vop e flop arriva il presidente Guarascio. Rilassato, sorridente e carico come non mai. Nel bar dei vip, dove non possono entrare i flop, il presidente si lascia andare ad una confessione: “è bello giocarsi la partita della vita. Mi piace questa sensazione…”. E poi ancora a chi gli dice “presidente ma in quel video…”. Lui subito risponde: “…appena ascolto la musica ballo. La musica è ritmo, la musica è la vita…”.

La vita è bella al Marulla perché si riempie sempre di più. Una volta, tanti anni fa, il sindaco di Cosenza in questo racconto della tribuna vip vop e flop era l’avvocato “stirato, pulito e profumato”. Ora Franz Caruso è anche sindaco di Cosenza e da primo cittadino non fa mancare il buono esempio che è quello della mascherina sul volto. Al suo arrivo non scatta il “bacetto” con Guarascio ma l’incoraggiamento per “una buona partita” non manca tra i due. C’è il sindaco di Cosenza, ma c’è anche il sindaco di Rende Marcello Manna che si gode un riscaldamento di giocatori che “questa sera devono dare tutto”.  Ci siamo? No, ancora no. Nel nostro appello di politici presenti e sorridenti dobbiamo segnare la presenza del presidente della Provincia Rosaria Succurro da sempre “tifosa dei lupi” e del consigliere regionale Pierluigi Caputo.

Siparietto allegro con l’imprenditore Giancarlo Greco e la sorella sindaco di Cariati Filomena Greco. Per loro foto ricordo accanto al giornalista Valter Leone con la promessa da parte del sempre brillante Giancarlo: “…da questa sera partono le trattative per comprare il Cosenza calcio…”. Era una battuta. Ora basta chiacchiere. Non si scherza più. Si entra nel vivo di una serata difficile, cosi difficile che il responsabile delle relazioni esterne del Cosenza Calcio Alessandro Russo resta in piedi: “la partita va vissuta cosi…”.  

Fischio d’inizio. Non ci sono emozioni in un primo tempo da dimenticare. Da Alessandria arriva quel risultato tremendo che non doveva arrivare: il Vicenza è in vantaggio. La squadra è contratta, la palla non gira e il Cittadella gioca ma non morde. Fine primo tempo. Parità. Cosi il Cosenza retrocede. Secondo tempo.  Le curve sono calde. Belle come non mai. Non manca mai l’incoraggiamento di una splendida Curva Nord e nella Sud c’è solo una scritta “ Bergamini” con quel numero che Cosenza non dimenticherà mai: 8. Minuto numero 65, il goal liberatorio arriva proprio sotto quella curva. La maglia che va via, la corsa senza respiro di un giovanotto dalle belle speranze alto alto. Il suo colpo di testa è da sballo. I cronisti sportivi la chiamano “spizzata di testa”, ma più che una “spizzata”, è un vero colpo di testa, di quelli alla Roberto Bettega.

Zilli, l’attaccante che arriva dalla primavera del Cosenza, anticipa tutti i difensori e mette la palla in un angolo dove il portiere del Cittadella non può mai arrivare. Si chiama Zilli come la cantante di nome Nina, ma questa sera a cantare sono i tifosi che gridano il suo nome fino a far sentire in cielo la gioia per un incubo spazzato via. Il playout è conquistato. Giovedì sera si giocherà la prima gara al Menti di Vicenza. Poi la sera del venerdì 20 maggio il ritorno in uno stadio che sarà ancora più pieno di ieri sera. Perché i tifosi del Cosenza sono matti. Matti d’amore.

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