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Il sindaco Franz Caruso sostiene i tifosi del Cosenza Calcio che chiedono un progetto ambizioso, mentre prosegue la trattativa societaria italo-canadese.


COSENZA – Ore di attesa tra i tifosi rossoblù. Domani potrebbero arrivare le prime risposte certe relative alla conclusione della trattativa. Come riportato nell’edizione di ieri, dopo l’incontro svoltosi nella serata di giovedì le parti (gli emissari del gruppo di imprenditori italo-canadesi ed Eugenio Guarascio, presidente onorario, ma fattivo, del Cosenza Calcio), e dopo aver constatato da parte dei possibili acquirenti l’esistenza del documento finale richiesto, ci si è dati appuntamento a domani per definire altri dettagli. Al momento non si sa se si tratterà solo di un incontro operativo oppure se effettivamente si ritroveranno tutti dal notaio, ma le indicazioni che dovrebbero arrivare saranno certamente quelle definitive.

Intanto, città e tifoseria venerdì pomeriggio sono state protagoniste di una grande manifestazione su corso Mazzini. Tanta partecipazione e tanta unità di intenti: tutti compatti nel difendere il patrimonio sociale del Cosenza Calcio. Che è una società privata, è vero, ma caratterizzata da risvolti pubblici e popolari che non meritano di essere messi in secondo piano in nome di chissà quali principi strettamente di natura privatistica. Questi ultimi dovrebbero sempre essere al servizio dei primi, e non il contrario, perché il risultato sarebbe tale e quale alle vicende vissute da “questo” Cosenza Calcio negli ultimi anni.

COSENZA CALCIO, L’INTERVENTO DEL SINDACO FRANZ CARUSO AL FIANCO DELLA CITTÀ

Sulla imponente manifestazione dei tifosi è intervenuto nuovamente il sindaco Franz Caruso, che ieri ha diramato una nota in cui ricorda di essere intervenuto alla stessa in quanto «ritengo sia compito di un Sindaco stare accanto alla propria comunità nei momenti più significativi della vita cittadina – ha detto – L’iniziativa ha rappresentato molto più di una protesta sportiva. Migliaia di tifosi, cittadini, giovani e appassionati si sono ritrovati a piazza Kennedy per dare vita a un corteo ordinato e composto che ha chiesto rispetto per la propria squadra di calcio e per una tradizione sportiva di prestigio. La grande partecipazione popolare ha confermato che il Cosenza non è soltanto una squadra di calcio, ma un simbolo identitario che unisce generazioni e rappresenta il senso di appartenenza di un intero territorio».

UN PROGETTO SPORTIVO AMBIZIOSO PER IL BENE COLLETTIVO

Poi ha sottolineato che una città «importante come Cosenza, con la sua storia, la sua tradizione sportiva e il suo straordinario patrimonio di passione popolare, meriti una società forte, autorevole, radicata nel territorio e capace di programmare con ambizione. Ho sempre ritenuto che il calcio rappresenti un bene collettivo e che i colori rossoblù appartengano alla comunità prima ancora che a qualsiasi proprietà. Per questa ragione considero legittima la richiesta che emerge da tutta la tifoseria e dall’intera comunità affinché si apra una fase nuova. Serve una presa di coscienza da parte della società e di chi oggi ne ha la responsabilità.

Serve comprendere che il legame tra il Cosenza e la sua gente non può essere ignorato né mortificato. Cosenza vuole tornare a sognare, vuole tornare a essere protagonista e pretende un progetto sportivo all’altezza delle proprie aspettative. Da Sindaco continuerò a essere al fianco dei tifosi, della comunità e di tutti coloro che, con passione e senso di appartenenza, si battono per il bene del Cosenza Calcio. Perché il Cosenza siamo noi».

Una frase, quest’ultima, che venerdì i tifosi hanno urlato allo sfinimento insieme allo slogan dell’intera manifestazione “Liberate il Cosenza”. Qualcuno riesce a vedere in questa protesta dei tifosi anche una sorta di “ricatto”: lasciare e basta, cedere e andare via… In realtà, più che di ricatto, riguardo al corteo di venerdì bisognerebbe parlare di esercizio di un diritto sacrosanto: quello di “legittima difesa”.

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