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Primo atto della nuova stagione del Cosenza Calcio: Fabio Lucioni nuovo direttore sportivo. E’ alla sua prima esperienza da dirigente
COSENZA – Tre passaggi meritano particolare attenzione nel comunicato con il quale la società del Cosenza Calcio ha ufficializzato l’arrivo del nuovo direttore sportivo. Si tratta di Fabio Lucioni, 39 anni, originario di Terni, ex difensore centrale che ha legato il suo nome soprattutto alle maglie di Benevento e Lecce tra Serie A e Serie B.
La società ricorda che «è il suo primo incarico ufficiale da direttore sportivo, un ruolo che affronta con l’entusiasmo e la determinazione tipici di una figura ambiziosa e desiderosa di costruire un progetto proiettato al futuro. La sua conoscenza profonda dell’ambiente cadetto e la sua sensibilità verso le dinamiche di spogliatoio rappresentano un valore aggiunto per il nuovo corso del Cosenza. Lucioni è già pienamente operativo. Tra appuntamenti con procuratori e analisi di mercato, sta lavorando intensamente per rinnovare la rosa».
LUCIONI NUOVO DIRETTORE SPORTIVO DEL COSENZA: IL COMUNICATO DELLA SOCIETA’
Poi arrivano i tre passaggi cruciali. Nel primo si apprende che lo stesso Lucioni «parallelamente è impegnato nella ricerca delle migliori strutture per il training dei calciatori, con sopralluoghi per garantire alla squadra condizioni ottimali di lavoro».
Tocca, dunque al neo direttore sportivo, appena arrivato e ancora avulso dalla realtà cittadina e provinciale, sorbirsi l’annosa questione delle strutture in cui allenarsi. E pensare che finora a certe cose pensava la società, non il dipendente… Il secondo passaggio arriva in una dichiarazione dello stesso Lucioni: «Ringrazio innanzitutto la società, nella persona del presidente Eugenio Guarascio – ha detto il neo dirigente rossoblù – che mi sta dando questa grande opportunità. Cercherò in tutti i modi di rendere questa stagione indimenticabile».
A colpire è la formalità di frasi come questa, totalmente estranea alla realtà che circonda il mondo attuale del Cosenza Calcio. Sensazione che diventa ancora più forte nel prosieguo della sua dichiarazione. «Vogliamo costruire una squadra giovane – ha detto ancora il ds – che possa riportare un sano entusiasmo da parte dei tifosi, perché avremo bisogno del loro sostegno». Qui è presente tutto lo spirito che anima da sempre l’attuale società del Cosenza Calcio, ovvero quello dell’incoscienza consapevole, o della consapevolezza incosciente, come dir si voglia… E se pure il comunicato dovesse essere stato elaborato con l’AI, come in molti hanno paventato sui social, non si capisce come mai non si sia cercato di evitare il richiamo all’entusiasmo della tifoseria. Se si dovesse giocare a Crotone, avrà presenze molto inferiori rispetto a quelle dello scorso anno (meno di 1000 spettatori reali la media), ma c’è anche la possibilità che si giochi a Cosenza a porte chiuse, ad esempio.
Una dichiarazione nella quale si chiede il sostegno ad una piazza che ha espresso in tutti i modi l’avversione per questa proprietà. Non si discute, ovviamente, la libertà di dare sostegno alla squadra: ognuno può fare ciò che crede, è chiaro. Il punto è che sembrano dichiarazioni che invece di “avvicinare”, finiscono per “distanziare”: sanno di retorica e per quanto siano fredde, distaccate e paradossalmente inespressive.
Quello che si apprezza, invece, è il fatto che Lucioni promette impegno «con tutte le mie forze affinché gli obiettivi vengano raggiunti. Stiamo individuando il nuovo allenatore, mentre per quanto riguarda le strutture sportive, abbiamo programmato incontri a stretto giro per verificare le condizioni dei campi».
Non è certo in discussione la professionalità di una persona che è nel calcio da una vita e che potrebbe dare il suo apporto in maniera positiva. Nella speranza che non si verifichino certe cose che si sono verificate in passate nei confronti di alcuni suoi colleghi…
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