Salta al contenuto principale

Studente universitario picchiato davanti all'Unical

Solidarietà dell'Ateneo, chiesti maggiori controlli

Calabria
Chiudi
Apri
Nella foto: 
L'Università della Calabria
Tempo di lettura: 
1 minuto 52 secondi

RENDE (COSENZA) - Uno studente internazionale ospite dell'Università della Calabria è stato aggredito e picchiato nella notte tra venerdì e sabato all'uscita del CdM, lo spazio comune “Centro del Mondo” delle Maisonettes, in pieno Centro residenziale. A picchiarlo un gruppo di ragazzi esterni all'Unical.

La vittima, che frequenta il II anno del corso di laurea in Scienze dell'Amministrazione, ha riportato la frattura del setto nasale e traumi giudicati guaribili di 30 giorni. Era intervenuto per sedare una rissa – o meglio, per salvare un altro studente dall'aggressione del branco – ma il branco «si è scatenato contro di lui, cinque contro uno, le mani al collo per scaraventarlo a terra, la testa sul marciapiede e poi caldi e pugni in faccia», riferisce il gruppo “Studenti senza frontiere”.

«Il campus non è, e non deve essere, scenario di violenze e brutalità come quella a cui ci riportano i fatti ­- continua il gruppo - L’episodio non deve restare nell’ombra o in sordina, non deve lasciare nessuno indifferente. È da mesi che i media e i social bombardano la comunità con messaggi di odio e di violenza, i risultati possono essere letti attraverso fatti di cronaca come questo. Un testimone racconta che la prima vittima dell’aggressione, lo studente riuscito a scampare al pestaggio, fosse stato scelto perché “parla inglese”. Evitare che soggetti esterni partecipino non è facile, né giusto, dal momento che l’università è uno dei luoghi per eccellenza della democrazia e della partecipazione. Allo stesso tempo la risposta deve essere forte e compatta, senza lasciare nessuno indietro: tolleranza zero nei confronti di qualsiasi atto di violenza. L’ateneo come istituzione deve prendere posizione, schierarsi concretamente al fianco della vittima e tutelare la comunità che vive il campus».

E la governance dell'ateneo è intervenuta, esprimendo solidarietà al ragazzo. «Il rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci, e il prorettore delegato al Centro residenziale, Luigi Filice, da subito in contatto con le autorità diplomatiche del Paraguay, esprimono profondo sdegno per l’accaduto, un’azione vile ai danni di uno studente inerme. L’Università della Calabria – si legge nella nota ­ fornirà alle autorità tutto il supporto necessario affinché gli esecutori dell’azione criminosa siano assicurati alla giustizia. Allo studente colpito va tutta la solidarietà e la vicinanza dell’ateneo». Sull'episodio indagano i carabinieri di Rende.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?