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VIBO VALENTIA – La famiglia di Salvatore Battaglia ha acconsentito alla donazione degli organi del 21enne rimasto gravemente ferito in un agguato avvenuto venerdì notte della scorsa settimana, e deceduto lunedì mattina all’ospedale di Catanzaro in cui si trovava ricoverato (LEGGI LA NOTIZIA).

Un gesto di grande umanità che consentirà di salvare delle vite. E così, i medici hanno immediatamente proceduto all’espianto che consentirà di dare una vita migliora ai chi li riceverà, persone sparse su tutto il territorio nazionale. «Non siamo una famiglia di ’ndrangheta – scrive in un messaggio privato uno dei parenti di Salvatore Battaglia – ma gente che vive del proprio lavoro. Non abbiamo lussi o quant’altro. Tutti noi abbiamo deciso di donare gli organi così vivranno almeno altre persone».

Salvatore Battaglia, che era stato attinto da almeno due proiettili al collo riportando la frattura della mandibola e di due vertebre cerebrali, la sera della sparatoria avvenuta nei pressi della villetta comunale di Piscopio, si trovava in compagnia del 23enne Giovanni Zuliani all’interno di un’autovettura quando alcuni individui si sono avvicinati esplodendo diversi colpi di pistola. Ma mentre l’amico ha riportato ferite agli arti inferiori, le condizioni del 21enne erano apparse immediatamente gravissime tanto da disporre il suo trasferimento presso l’ospedale del capoluogo di regione.

L’attentato, in base a quanto è stato possibile apprendere, sarebbe maturato dopo una lite tra giovani del luogo al termine della prima serata di festeggiamenti in onore del patrono San Michele Arcangelo. Un episodio che ha bagnato col sangue le celebrazioni religiose particolarmente sentite dalla popolazione della frazione limitrofa a Vibo Valentia. In considerazione della gravità del fatto, il questore Annino Gargano ha disposto un massiccio dispiegamento di forze anche in occasione del concerto della nota cantante Anna Tatangelo.

Il 21enne è cugino di Rosario Battaglia, attualmente sotto processo scaturito dall’inchiesta sull’omicidio del boss Fortunato Patania. E al riguardo, i familiari dell’imputato hanno inviato un messaggio: «Sono Salvatore Battaglia, padre di Rosario Battaglia e zio di Salvatore il ragazzo che deceduto. Siamo veramente stanchi nel sentire dire tutte queste cose sulla nostra famiglia, noi non siamo una famiglia di ‘ndrangheta se così ci hanno definiti. Non esiste alcuna sentenza definitiva quindi anziché basarvi sui i fatti accaduti attuali andate sempre a ritroso facendo in modo che venga scritto tutto questo fango su di noi. Siamo una famiglia semplice e umile, che al mattino ci si alza per andare a lavorare in modo tale da poter mantenere i nostri figli, conduciamo una vita con tanti sacrifici.. Non abbiamo grandi cose ma abbiamo solo un lavoro umile e pulito»