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Il vice capo della Polizia, Vittorio Rizzi

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ROMA – «Vogliamo scatenare contro la ‘ndrangheta una squadra delle migliori polizie del mondo, dall’Fbi ai capi delle polizie europee e del Sudamerica, uniti per realizzare questa rete. Non si tratterà solo di scambio di informazioni e buone pratiche, ma anche arresti e sequestri di patrimonio».

Lo ha detto il vice capo della Polizia, Vittorio Rizzi, parlando del nuovo progetto I-Can (Interpol cooperation against ‘Ndrangheta), che coinvolge 11 Paesi ed ha come hub di riferimento l’Italia. Un piano d’attacco alle cosche su cui si è soffermato anche il procuratore generale antimafia Federico Cafiero De Raho (LEGGI).

«Oggi mettiamo a disposizione il nostro patrimonio informativo – ha spiegato Rizzi – ma è di gran lunga meno preciso di come lo sarà da qui a sei mesi o un anno, quando tutte le forze di polizia dei Paesi coinvolti cominceranno a censire e ad analizzare il fenomeno. E guardandolo dalla loro prospettiva ci restituiranno un patrimonio informativo molto più ricco di quello di cui oggi disponiamo dall’Italia. È una radiografia del fenomeno per un attacco globale».

«Da oggi fino al termine del progetto, che è a tre anni – ha concluso il vice capo della Polizia – ci auguriamo un forte ridimensionamento della minaccia ‘ndranghetista».

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