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Livelli essenziali di assistenza: La Calabria migliora ma resta ultima. Balzo di 59 punti in quattro anni, Miserendino: «C’è ancora molto da fare». In calo l’area della prevenzione, sale di 12 punti l’area distrettuale ma resta insufficiente.
Calabria ancora ultima in Italia per livelli essenziali di assistenza, ma con miglioramenti. A certificarlo è il rapporto del comitato ministeriale sui Lea relativo ai dati del 2024. La Regione, rispetto all’anno precedente perde due punti nell’area della prevenzione ma resta sopra la soglia di sufficienza (da 68 a 66) e guadagna dodici punti sull’area distrettuale (che comprende anche i tempi di risposta delle ambulanze) passando da 40 a 52 e restando, quindi, insufficiente rispetto al minimo di 60. Infine, l’area ospedaliera che sale di un punto da 69 a 71 restando sopra la soglia della sufficienza.
LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA IN CALABRIA: IL CONFRONTO CON LE ALTRE REGIONI E IL SIGNIFICATO DEGLI INDICATORI LEA
La Calabria è l’unica regione d’Italia insufficiente nell’area distrettuale e, assieme a Sicilia e provincia autonoma di Bolzano, nell’unico gruppo di regioni con una insufficienza. Non solo, la crescita in ambito prevenzione si è verificata ovunque ad esclusione di Calabria, marche e Campania. Il punteggio totale, 189, è comunque un dato da non sottovalutare visto il de profundis di qualche anno fa con la Regione ultima tra le ultime con un punteggio di 129.
Sembrano questioni da classifica, in realtà all’interno dei Lea sono inseriti diversi indicatori, ognuno dei quali riguarda un aspetto fondamentale dei sistemi sanitari regionali. Più è alto il punteggio, maggiore è la capacità di una Regione di rispondere alle necessità dei cittadini attraverso il sistema sanitario pubblico. La tendenza positiva, in ogni caso, lo conferma proprio il Comitato Lea nella brevissima relazione di sintesi (per i dati specifici c’è ancora da attendere). Dal 2022 al 2024 il miglioramento c’è stato, ma la Calabria sconta ancora carenze enormi e ingenerale tutto il centro sud non riesce a competere con le corazzate del Nord (Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna soprattutto).
IL COMMENTO DI AZIENDA ZERO E LA FINE DEL COMMISSARIAMENTO DELLA SANITÀ
Per la Regione è un risultato incoraggiante. A spiegarlo è il Dg di Azienda zero Gandolfo Miserendino. «Tra il 2020 e il 2024 la Calabria è passata da 129,3 a 189 punti, con un incremento complessivo di 59,7 punti, il più significativo registrato a livello nazionale nello stesso periodo. Si tratta di un risultato importante, che deve essere letto con equilibrio e rigore. Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare e che la Calabria deve continuare a recuperare terreno rispetto alle Regioni che presentano punteggi più elevati. Avremmo certamente voluto raggiungere risultati ancora migliori, ma i progressi registrati negli ultimi anni sono costanti, chiari e misurabili, e testimoniano il lavoro portato avanti per rafforzare il sistema sanitario regionale e migliorare le capacità di garantire ai cittadini i Livelli essenziali di assistenza.
È un percorso di miglioramento che ha trovato riconoscimento anche a livello nazionale e che ha contribuito a creare le condizioni per la decisione del Consiglio dei ministri di porre fine al commissariamento della sanità calabrese. Dobbiamo proseguire il lavoro avviato, intervenendo con ancora più vigore sulle aree nelle quali permangono criticità».
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