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CROTONE – Per anni avrebbe umiliato a malmenato la moglie, anche in presenza dei figli minori, fino a colpire violentemente persino il figlio disabile. Violenze ricostruite dagli agenti della Squadra Mobile che hanno interrotto le violenze fisiche e psicologiche consumate per anni all’interno delle mura domestiche. Al responsabile, un cinquantenne crotonese, è stata notificata una misura cautelare “di allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese”.

Il provvedimento è scaturito dalle indagini svolte dalla Squadra Mobile dopo la denuncia presentata della donna. Nello scorso mese di settembre, infatti, la moglie del cinquantenne, dopo l’ennesima lite con il marito, nel corso della quale quest’ultimo aveva tentato di colpirla con un coltello da cucina, ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla Polizia. In quell’occasione l’uomo era stato bloccato dall’intervento di uno dei figli minori della coppia che era riuscito ad avventarsi sul padre, privandolo del coltello.

Dai racconti della vittima e dei figli, è emerso uno spaccato di vita familiare con continue angherie poste in essere dall’uomo, nei confronti principalmente della consorte verso la quale, molte volte anche alla presenza dei figli, si sarebbe rivolto con epiteti umilianti, degradanti ed offensivi della dignità di donna e madre soprattutto quando la stessa o qualcuno dei familiari osava contraddirlo.

Spesso l’uomo, in preda all’ira, non riusciva a contenere la propria aggressività neanche nei confronti del figlio affetto da gravi disabilità: in una circostanza a seguito di una disubbidienza non ha esitato a colpirlo con un violento schiaffo al volto tale da procurargli la rottura del timpano. Diversi sono stati gli interventi della Volante nell’abitazione dell’uomo a causa delle liti tra i coniugi scaturite sempre per futili motivi e culminate, in tutte le occasioni, in atti di violenze fisiche posti in essere dall’uomo nei confronti della moglie che, nella maggior parte dei casi, era costretta a recarsi in ospedale per farsi medicare.

Gli accertamenti svolti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno permesso di riscontrare le dichiarazioni della donna e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza tali da consentire al pubblico ministero titolare dell’indagine, il sostituto Alessandro Riello, di avanzare richiesta della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese che è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone.

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