Il complesso turistico Costa Tiziana
2 minuti per la letturaQuattro condanne per la bancarotta del noto complesso turistico Costa Tiziana di Crotone tra cui quella per il patron Cafari
CROTONE – Quattro condanne per la bancarotta di Nuova Costa Tiziana srl, tra le quali spicca quella a 4 anni e sei mesi di reclusione per il 92enne Vincenzo Cafari, patron dell’omonimo gruppo e nome che emerge da varie inchieste su massoneria e ‘ndrangheta. Il Tribunale penale ha inflitto anche pene a 4 anni e 1 mese per Domenico Gennaro Cafari e a 3 anni e 3 mesi ciascuno per Adele Antonietta Cafari e Francesco Giuseppe Naimo. Accolte dal collegio presieduto da Michele Ciociola le richieste della Procura guidata da Domenico Guarascio.
COSTA TIZIANA, L’INCHIESTA
L’inchiesta sul crac del noto complesso turistico sulla costa crotonese è stata condotta dal pm Alessandro Rho. Secondo l’accusa, un gruppo di imprese costituito da Nuova Costa Tiziana, Gealri e Fg Vacanze, srl con sede, compagini amministrative e oggetto sociale identici, sarebbero state preordinate alla gestione di un’unica attività imprenditoriale esercitata sotto il diretto controllo dell’unica società patrimonializzata. Ovvero Nuova Costa Tiziana srl, il cui amministratore di fatto, Vincenzo Cafari, avrebbe perseguito interessi di un’unica realtà imprenditoriale fino allo stato di insolvenza. Il debito finale accertato dagli inquirenti, che hanno esaminato i bilanci sdal 2004 al 2020, ammonta a oltre cinque milioni di euro.
IL PROFILO
Nativo di Ferruzzano, già segretario dell’ex sottosegretario ai Trasporti Dc Nello Vincelli e già titolare a Roma dell’agenzia “Assicurazioni Intercontinentali”, Vincenzo Cafari si era trasferito da tempo a Crotone. Coinvolto nel processo per la strage di Razzà e condannato dalla Corte d’Assise di Palmi a 8 anni, ridotti in appello a 2, di lui il pentito Giacomo Ubaldo Lauro dice che era «contemporaneamente massone e affiliato alla ‘ndrangheta».
Uomo di fiducia di Lodovico Ligato, il presidente delle Ferrovie dello Stato assassinato dalla ‘ndrangheta nell’89, acquistò Costa Tiziana per qualche lira in più della base d’asta di 5 miliardi. Nell’hotel alloggiarono gli ufficiali Nato fino alla revoca del trasferimento in Italia degli F16.
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