I resti del barcone affondato
3 minuti per la letturaLa gup di Crotone scioglie la riserva, le parti civili per il naufragio di Cutro e ammette le citazioni di Consap e due Ministeri.
CROTONE – La gup del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto ha disposto la citazione dei responsabili civili Fondo di garanzia per le vittime della strada, istituito presso la concessionaria di servizi assicurativi pubblici Consap, e dei Ministeri di Finanze e Infrastrutture quali responsabili civili nel procedimento a carico di sei ufficiali imputati di omessi soccorsi in relazione al naufragio costato la vita a un centinaio di migranti nel febbraio 2023 a Cutro. Accolta la questione sollevata dagli avvocati Francesco Verri e Barbara Ventura. Una questione che era stata respinta nel processo agli scafisti, condannati in primo grado. Ma è stata riproposta dagli avvocati con sfumature diverse in quanto gli imputati avrebbero consentito che un natante non assicurato trasportasse migranti in condizioni di pericolo. Respinta, invece, la richiesta di citazione quale responsabile civile della Presidenza del Consiglio dei ministri avanzata dagli avvocati Stefano Bertone, Marco Bona ed Enrico Calabrese.
NAUFRAGIO DI CUTRO CITATI CONSAP MINISTERI. ONG AMMESSE, PARTITI ESCLUSI
Con un distinto provvedimento, la gup ha ammesso le richieste di costituzione di parte civile provenienti da familiari delle vittime e dai superstiti della strage e quelle di un cartello di Ong che si occupano di soccorsi in mare. Ma ha escluso numerose associazioni e partiti politici per la mancanza di collegamento col territorio calabrese e perché il loro oggetto sociale ha una molteplicità di finalità non direttamente collegabili al naufragio. In particolare, sono state ammesse le costituzioni di Handbreith, Emergency, Sea Watch, Sos Mediterranee, Saving Humans, Humanity.
DIFESA E ACCUSE
Ad opporsi alle costituzioni delle associazioni per mancanza di interesse diretto era stata la difesa degli imputati, rappresentata dagli avvocati Marilena Bonofiglio, Liborio Cataliotti, Giuseppe Di Renzo, Leone Fonte, Natale Polimeni, Sergio Rotundo. Esclusa anche la costituzione di due scafisti condannati in primo grado, assistiti dall’avvocato Salvatore Perri. I familiari delle vittime sono difesi anche dagli avvocati Gianfranco D’Ettoris, Salvatore Rossi, Roberto Stricagnoli, Pietro Vitale.
Tra le costituzioni di parte civile c’era anche quella della Regione Calabria che, però, come già annunciato tra le polemiche, è stata ritirata su disposizione della Giunta che si è accorda tardivamente che il processo riguarda militari italiani e non scafisti.
Sotto accusa quatto militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera. Si tratta di Giuseppe Grillo, capo turno della sala operativa del Comando provinciale della Guardia di Finanza e del Reparto Operativo Aeronavale (Roan) di Vibo Valentia. Alberto Lippolis, comandante del Roandi Vibo Valentia. Antonino Lopresti, ufficiale in comando tattico e controllo tattico presso il Roan di Vibo Valentia. Nicolino Vardaro, comandante del gruppo aeronavale di Taranto. Francesca Perfido, ufficiale di ispezione presso l’Italian Maritime Rescue Coordination Center (Imrcc) di Roma. Nicola Nania, ufficiale di ispezione presso il Centro Secondario del Soccorso Marittimo (V Mesc) di Reggio Calabria. La Procura di Crotone contesta agli imputati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, evidenziando una serie di negligenze e sottovalutazioni nelle operazioni di soccorso.
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