Il Palazzo di giustizia di Crotone
INDICE DEI CONTENUTI
La Procura di Crotone chiude l’inchiesta sulle perdite milionarie occultate nei bilanci di Congesi, avviso notificato a 7 indagati
CROTONE – La Procura di Crotone ha chiuso l’inchiesta sulle perdite milionarie occultate nei bilanci del consorzio Congesi, ente gestore del servizio idrico sorto sulle ceneri della società partecipata Soakro, dichiarata fallita nel 2016. Sono sette le persone a cui la Guardia di finanza ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Il procuratore Domenico Guarascio e la sua sostituta Rosaria Multari contestano accuse di falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale al Cda e al dirigente responsabile della formazione del bilancio. Gli indagati sono Claudio Liotti (presidente), Vincenzo Capozza, Lucia Bossi, Maria Riccio, Arturo Zizza (consiglieri), Ettore Scutifero e Michele Liguori (dirigenti). Gli ultimi due, accusati di peculato, sono il trait d’union tra il vecchio e il nuovo ente. Liguori, ex direttore amministrativo di Soakro, e Scutifero, ex direttore tecnico, nel processo per il crac della partecipata furono condannati rispettivamente a 6 anni e a 1 anno e 4 mesi di reclusione.
FILM GIÀ VISTO
L’inchiesta trarrebbe spunto da esposti di Sorical, la società che gestisce la condotta regionale. Il braccio di ferro prima era tra Sorical e Soakro, società dichiarata fallita. Ma il copione si ripete, sequenza dopo sequenza. Negli ultimi anni abbiamo ripercorso il fitto carteggio con cui Sorical lamentava la morosità ultramilionaria di Congesi. Diffide reiterate per ritardi nei pagamenti delle forniture a fronte dei quali con difficoltà l’ente in qualche modo ha garantito il servizio.
LE ACCUSE
Secondo l’accusa, il presidente Liotti e i vari componenti del cda non avrebbero provveduto per tempo ad una parificazione dei dati di concerto con i 14 Comuni aderenti al consorzio, affidandosi all’ente esterno Geropa e andando incontro a un presumibile aggravio di costi. Sotto la lente sono così finiti i bilanci dal 2016 al 2022 all’interno dei quali sarebbero state inserite poste mendaci. I consuntivi, infatti, hanno sempre registrato un aumento del valore dei crediti ma nelle relazioni sono emerse dichiarazioni in controtendenza e pertanto sospettate di inattendibilità. Dall’indeterminatezza dei ricavi alla carenza dei dati delle utenze forniti dai Comuni.
IL PECULATO
Ci sono anche accuse di peculato contestate ai dipendenti Scutifero e Liguori. I due si sarebbero appropriati di un’auto Fiat “Panda” del Consorzio per esigenze personali. O comunque per usi diversi da quelli a cui il veicolo era preposto. Pare utilizzassero l’auto, senza preventiva autorizzazione dell’ente, anche per raggiungere le loro residenze estive. Queste accuse, come quelle di falso in bilancio, dovranno essere verificate eventualmente attraverso il vaglio dibattimentale. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Trocino, Paola Russo, Domenico Olivo, Antonio Poleo, Tiziano Saporito, Giuseppe Malena, Roberto Previte.
STRALCIO PER IL SINDACO DI STRONGOLI
Tre le posizioni stralciate, tra cui quella del sindaco di Strongoli, Francesco Benincasa. Originariamente gli indagati erano dieci. In particolare, Benincasa afferma che l’esito degli sviluppi investigativi «trova fondamento anche nel percorso amministrativo». Pur avendo egli partecipato alla fase costitutiva del consorzio ed essendo stato componente del cda, si era dimesso prima dell’avvio del servizio idrico integrato. «Oggi ci svegliamo sicuramente più sereni – è il commento – ma, al di là dell’aspetto personale, abbiamo sempre nutrito piena fiducia nel lavoro della magistratura». Il sindaco ha inoltre ribadito con fermezza la posizione già espressa più volte nel corso di questi mesi. «Siamo e saremo sempre dalla parte della magistratura. Abbiamo garantito e continueremo a garantire la massima collaborazione».
TRISTE DECLINO
Intanto, Congesi si avvia tristemente al proprio tramonto essendo destinata, per legge, a confluire in Sorical, unico gestore del servizio idrico integrato in Calabria, oggi guidato da Cataldo Calabretta, così come stabilito dall’ente d’ambito Arrical. Il Tribunale di Crotone ha già respinto l’istanza di fallimento di Congesi perché i consorzi non possono essere dichiarati falliti. Sullo sfondo, il braccio di ferro con la società che gestisce la condotta regionale, Sorical che, come già aveva fatto con Soakro, reclama la morosità di Congesi (il debito è di 24 milioni). Dall’altra parte, sia Soakro che Congesi hanno lamentato la morosità dei Comuni obiettando di aver in qualche modo garantito i servizi a fronte della vetustà di una rete colabrodo.
LEGGI ANCHE: Crotone, blitz della Finanza a Congesi: 10 indagati per falsi bilanci
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA