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Santino Mercurio è considerato il nuovo reggente dei clan di Isola a Verona

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Il gup di Venezia ordina 17 condanne nel processo Amnesia contro il “locale” di ‘ndrangheta di Verona, articolazione veneta dei clan di Isola


ISOLA CAPO RIZZUTO – Stangata contro i nuovi assetti del “locale” di ‘ndrangheta di Verona, articolazione veneta delle cosche di Isola Capo Rizzuto. La gup distrettuale di Venezia Benedetta Vitolo, disponendo 17 condanne, ha sostanzialmente accolto le richieste avanzate dai pm Antimafiia Federica Baccaglini e Andrea Petroni nel filone processuale che si sta celebrando col rito abbreviato dopo l’operazione Amnesia. Ci sono anche quattro assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione. L’inchiesta punta i riflettori su edilizia e movimento terra. E rappresenta un ulteriore sviluppo dell’operazione “Isola Scaligera”, che negli anni ha già portato a condanne definitive. I reati contestati spaziano dal traffico di armi e stupefacenti al riciclaggio di denaro, dalle estorsioni agli incendi dolosi.

I CAPI

Tra gli imputati spicca il nome di Antonio Giardino, detto “Totareddu”, ritenuto dagli inquirenti il vertice dell’organizzazione e già condannato nel processo isola Scaligera. In questo processo gli è stato inflitto un anno di condanna in continuazione con altri reati. Ma la pena più alta, a 16 anni di reclusione, è per Santino Mercurio, che dopo l’arresto di Giardino avrebbe assunto la direzione dell’organizzazione criminale. Sarebbe stato lui a fornire direttive ai sodali su come reinvestire il denaro frutto di estorsioni e traffici di stupefacenti.

 Il genero Francesco Bova, con la carica di “contabile”, avrebbe avuto il compito di gestire la cassa comune del clan e di reinvestire i proventi illeciti in attività imprenditoriali e false fatturazioni. Per lui la condanna è a 15 anni. Bova, inoltre, avrebbe fatto parte della cerchia di favoreggiatori di Fabrizio Arena, la cui latitanza finì nel 2010 a Steccato di Cutro. Fabrizio Arena era il figlio di Carmine, il boss assassinato con un bazooka nel 2004. Il locatore dell’appartamento dichiarò agli inquirenti di aver affittato a Bova l’appartamento in cui il latitante fu pizzicato. Ed erano proprio quelle di Bova le generalità del documento contraffatto di cui fu trovato in possesso Arena.

I RISARCIMENTI

La giudice ha disposto anche condanne al risarcimento delle parti civili, tra cui la Regione Veneto, il Comune di Verona e la Camera del Lavoro della città scaligera. Numerose le intestazioni fittizie volte a eludere eventuali sequestri e confische e i reati di natura economico-finanziaria che erano contestati. Numerosi anche i reati di armi. I pm veneti ritengono di aver fatto luce anche su una parallela associazione a delinquere dedita al narcotraffico.

 Tra le quattro assoluzioni balzano all’attenzione quelle per i fratelli crotonesi Antonio, Massimo e Pasquale Macrì, assistiti dall’avvocato Aldo Truncè.  Sono cadute nei loro confronti accuse di estorsione col metodo mafioso. Tra gli altri avvocati impegnati nel processo Luigi Villirilli, Salvatore Iannone, Luca Cianferoni, Aldo Truncè, Maurizio Milan, Giacomo Giulianelli, Marco De Robertis.

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LE DECISIONI

Ecco le decisioni (in parentesi le richieste).

  1. Francesco Bova (40), di Isola Capo Rizzuto: 15 anni (15 anni).
  2. Jonathan Brunelli (40), di Verona: 1 anno (2 anni e 10 mesi).
  3. Antonio Carvelli (55), nato a Crotone ma residente a San Giovanni Lupatoto (VR): 3 anni (3 anni).
  4. Marco Crugliano (47): 6 anni e 8 mesi.
  5. Rosario De Marco (60), di Isola Capo Rizzuto: 2 anni e 2 mesi (2 anni e 8 mesi).
  6. Marco Crugliano (47), nato a Crotone ma residente a Bussolengo (VR): 6 anni e 8 mesi 7 anni e 2 mesi.
  7. Antonio Giardino (57), nato a Isola Capo Rizzuto e residente a Verona: 1 anno 1 anno.
  8. Andrea Giovinazzo (35), di Cinquefrondi: 11 anni (11 anni).
  9. Demetrio Giovinazzo (36), nato a Polistena e residente a Verona: 1 anno e 4 mesi 2 anni.
  10. Diego Giovinazzo (50), nato a Polistena e residente a Verona: 12 anni 11 anni e 2 mesi.
  11. Antonio Greco (40), di Isola Capo Rizzuto: 2 anni 2 anni e 4 mesi.
  12. Romano Iori (73), di Montichiari (BS): prescrizione 2 anni.
  13. Abdellah Karroumi (42), di Lazise (VR): 4 anni e 1 mese 4 anni e 1 mese.
  14. Antonio Macrì (32), di Bussolengo: assolto (5 anni e 4 mesi).
  15. Massimo Macrì (38), di Bussolengo: assolto (5 anni e 4 mesi).
  16. Pasquale Macrì (55), di Torino: assolto (5 anni e 4 mesi).
  17. Santino Mercurio (69), di Isola Capo Rizzuto: 16 anni (16 anni).
  18. Tommaso Mercurio (61), di Isola Capo Rizzuto: 6 anni e 8 mesi (7 anni e 4 mesi).
  19. Angelo Micillo (52), di Napoli: 7 anni (7 anni).
  20. Francesco Pollinzi (64), nato a Crotone ma residente a Bussolengo: 11 anni e 2 mesi (11 anni e 2 mesi).
  21. Fortunata Sgambellone (60), nata a Locri e residente a Inveruno (MI): 4 anni e 2 mesi (4 anni e 4 mesi).
  22. Martino Vecchio (53), di Joppolo: assolto (1 anno e 6 mesi).

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