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Il dirigente del Polo Barlacchi - Lucifero, Girolamo Arcuri

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Dopo le polemiche, il dirigente dell’Istituto tecnico di Crotone, “Barlacchi-Lucifero”, Girolomo Arcuri, chiarisce il caso sul diniego alla Cgil e annuncia il via libera all’evento per le vittime della Strage di Cutro



CROTONE – Verso una schiarita sul caso dell’Istituto Polo tecnico professionale “A. M. Barlacchi – A. Lucifero” di Crotone che aveva negato lo spazio alla memoria di una tragedia che ha segnato profondamente il territorio: la strage di migranti a Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, promossa dalla Cgil e dalla Flc Cgil Calabria. Il dirigente del Polo scolastico, Girolamo Arcuri, che negli scorsi giorni aveva preferito rimanere in silenzio, ha chiarito le ragioni che hanno portato al diniego ed al successivo caso mediatico che ha avuto anche rilevanza nazionale.

STRAGE DI CUTRO, PARLA IL PRESIDE DELL’ISTITUTO TECNICO DI CROTONE

«La mia scuola – spiega il dirigente Arcuri – ha sempre onorato la memoria delle vittime di Cutro ospitando diverse iniziative. Ero stato io a far contattare la Cgil per chiedere di organizzare la manifestazione. Ed avevo autorizzato l’evento. C’è anche un mio dispositivo in tal senso. Ho chiesto ai miei uffici di chiedere a Cgil di ampliare il dibattito».

«ERRORE INTERPRETATIVO A LIVELLO AMMINISTRATIVO»


Precisa, poi, che «successivamente c’è stato un errore interpretativo a livello amministrativo di cui mi rammarico e mi rendo immediatamente disponibile per la celebrazione dell’evento».
E il dirigente, finito per due giorni nell’occhio del ciclone, annuncia: «Voglio ricucire questo equivoco con la Cgil e organizzare il ricordo delle vittime di Cutro per giorno 25 febbraio».

STRAGE DI CUTRO, EVENTO NEGATO A CROTONE, L’INTERVENTO DELL’USR CALABRIA


Sulla questione era intervenuta ieri, domenica 15 febbraio 2026, il direttore generale dell’Usr Calabria, Loredana Giannicola. «Con riferimento – si legge in una nota – al diniego dell’Auditorium dell’Iis Polo “Barlacchi-Lucifero” di Crotone per l’evento promosso dalla Cgil sulla tragedia di Cutro, l’Ufficio scolastico regionale per la Calabria interviene per chiarire la corretta interpretazione della Circolare ministeriale del 7 novembre sulle “Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche”.

Secondo l’Usr, tale circolare non può essere utilizzata per escludere iniziative di alto valore umanitario, come un momento di ricordo e riflessione su un tragico evento che ha segnato profondamente la comunità e il Paese. Il testo ministeriale richiama infatti principi come pluralismo, partecipazione, solidarietà, dialogo e rispetto reciproco, che devono orientare l’intera offerta formativa, anche extracurricolare, e promuovere la formazione del pensiero critico degli studenti. In questa prospettiva, il ricordo della tragedia di Cutro non rientra tra le situazioni problematiche cui la circolare intende porre limiti, trattandosi di un’occasione di memoria condivisa e di educazione civile, non di un evento divisivo».

LA REVISIONE DELLA DECISIONE DEL DIRIGENTE DELL’ISTITUTO TECNICO


Per queste ragioni, l’Ufficio scolastico regionale «giudica inopportuno il provvedimento del dirigente dell’Iis “Barlacchi-Lucifero” e lo invita a rivedere la propria decisione, richiamando i valori fondanti della Costituzione e il ruolo della scuola come luogo aperto al dialogo, alla memoria delle tragedie collettive e alla crescita civile delle giovani generazioni».
Era stata anche la sottosegretaria al ministero dell’Interno, Wanda Ferro, a invitare il dirigente a ritornare sui suoi passi e precisare che la direttiva del Ministro Valditara non poteva avere una applicazione nel caso in questione.

I RISVOLTI POLITICI


La querelle ha avuto anche dei risvolti politici. Per il coordinatore cittadino di Sinistra Italiana-Avs, Alfonso Valenti in merito ha scritto: «L’ipocrisia di una parte del corpo docente, chiaramente e pubblicamente schierato, ha fatto pressione sul dirigente scolastico, la dice lunga e chiaramente, di quanto questa destra sia in difficoltà ad affrontare in un libero contraddittorio il confronto. L’incapacità di esprime il “loro punto di vista” per garantire il presunto contributo pluralista, ha indicato la via della censura, perché non proporre di eliminare le sigle e aprire al contributo dei dolenti?».

«NON È STERILE POLEMICA»


E prosegue: «I proclami a nome di tutto il corpo docente, a che titolo poi, e la successiva levata di scudi, è solo il velo pietoso posto per nascondere la nefandezza di negare agli studenti che hanno studiato e lavorato su questa iniziativa di esprimersi. No, non è sterile e strumentale polemica è denuncia. Denunciamo – conclude Valenti – che pochi docenti schierati hanno condizionato, un presidio di democrazia qual è la Scuola pubblica, mortificando e non esaltando quello che doveva essere un momento di confronto e crescita, confronto e crescita di cui non sono capaci. Ipocrisia e incompetenza allo stato puro».

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