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Ospedale di Crotone, scoppia il caso, reparto dialisi ancora al settimo piano del San Giovanni di Dio. Fintred denuncia lo stop al progetto per il nuovo reparto al pianterreno dell’ospedale «Trasferimento fermo da anni, a rischio sicurezza dei pazienti»


I dializzati crotonesi ripiombano nella disperazione più totale per l’annosa vicenda dell’ubicazione al settimo piano del reparto di dialisi, un fatto che non ha precedenti (perlomeno) in Italia. Torna, difatti, ad essere un’utopia il trasferimento del reparto dal settimo piano dell’ospedale “San Giovanni di Dio” al pianterreno, ossia nell’area del vecchio pronto soccorso. La denuncia è del presidente, Vincenzo Colacchio, e del segretario di Fintred Crotone, Roberto Costanzo.

OSPEDALE CROTONE, IL CASO DEL REPARTO DI DIALISI AL SETTIMO PIANO


«Da oltre dieci anni chiediamo questo trasferimento, e la nostra è una richiesta legittima, fondata su evidenti ragioni sanitarie, organizzative e di sicurezza, ma sistematicamente viene ignorata», rimarcano i due dirigenti crotonesi dell’associazione che rappresenta i pazienti nefropatici, dializzati e trapiantati di rene. Eppure, sembrava che si stesse profilando una svolta.

Con deliberazione del 7 novembre 2025 numero 524, come scrivono Colacchio e Costanzo in una nota, l’allora commissaria straordinaria dell’Asp di Crotone, Monica Calamai, «aveva finalmente avviato un percorso concreto per la realizzazione di una nuova unità operativa di dialisi».

LA DELIBERA CALAMAI IGNORATA

Gli scriventi sostengono che il percorso è interrotto per «l’intervento di politici locali, organizzazioni sindacali e di signori provenienti da Catanzaro, che, senza entrare nel merito dei bisogni reali dei pazienti, hanno ostacolato il progetto, sostenendo in modo strumentale che c’era il rischio di una privatizzazione del servizio».

LA DENUNCIA DEL FINTRED CROTONE


Stando alla loro ricostruzione della vicenda, la stessa Calamai aveva assicurato, il 12 novembre 2025, che il progetto rispettava la normativa vigente, già applicata in importanti ospedali e, in particolare, a Lucca e a Prato. Nel 2025, quando Calamai lasciò vuota la poltrona “crotonese” per andare a svolgere l’incarico di direttore dell’Irccs Ospedaliera Metropolitana di Genova, l’iter si è bloccato. Da quel momento – si rammaricano Colacchio e Costanzo- «nonostante le ripetute richieste di incontro inoltrategli dalla nostra associazione, il nuovo direttore generale (Antonio Graziano, ndc) ha scelto di non riceverci».

OSPEDALE CROTONE, DIALISI AL SETTIMO PIANO, IL TRASFERIMENTO MANCATO

Il giudizio espresso da Fintred è tranciante: «per la prima volta, un’associazione, che rappresenta direttamente i pazienti nefropatici, viene ignorata».
Lo stesso silenzio opposto da quei politici, sindacati e figure di Catanzaro, che, dopo aver bloccato il progetto, oggi si mostrano totalmente disinteressati al destino dei pazienti.

C’è di più: Colacchio e Costanzo raccontano che, in seguito, il direttore sanitario facente funzioni dell’Asp li ha convocati per comunicare loro che bisogna considerare «lettera morta la deliberazione della Calamai» e che, addirittura, «l’associazione dovrebbe attivarsi per reperire i finanziamenti necessari» al trasferimento del reparto di dialisi al pianterreno.

I due esponenti di Fintred chiedono pertanto: «quali interessi stanno bloccando una soluzione già individuata? a chi dà fastidio lo spostamento del reparto di dialisi dove si fanno terapie salvavita?».

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