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Dopo il vertice al Ministero del Lavoro scongiurata la cassa integrazione per Konecta (ex Abramo), ma sindacati e Regione avvertono: crisi ancora irrisolta


CROTONE – La vertenza Konecta R (ex Abramo Customer Care) vive una nuova, delicata fase. Dopo il secondo incontro al Ministero del Lavoro, l’immediato ricorso alla cassa integrazione straordinaria per i lavoratori è stato al momento scongiurato, ma i sindacati confederali e la Confial avvertono: la crisi non è affatto risolta e servono scelte strutturali, non soluzioni tampone.
Alla riunione, che si era aggiornata a ieri, giovedì 12 marzo 2026, proprio per discutere la richiesta di Cigs, avanzata dall’azienda, erano presenti la dirigente e i funzionari del Ministero del Lavoro, l’assessore regionale Giovanni Calabrese, il direttore generale del dipartimento Lavoro, le segreterie nazionali e regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, oltre alle Rsa dei siti calabresi.

CRISI KONECTA, SCONGIURATA CIGS MA I NODI RESTANO SUL TAVOLO


Konecta ha ribadito le difficoltà economiche e di prospettiva già rappresentate nei giorni scorsi, che l’hanno spinta a chiedere gli ammortizzatori, e ha confermato la regolare erogazione degli stipendi nella giornata dell’incontro.
Allo stesso tempo, ha chiesto garanzie alla Regione e al Ministero sulla necessità di avere certezze entro il prossimo pagamento, avvertendo che un’eventuale inerzia aggraverebbe ulteriormente i disavanzi e renderebbe più complicata la gestione finanziaria.

KONECTA, LE RASSICURAZIONI DELLA REGIONE CALABRIA


La Regione Calabria ha provato a rassicurare il tavolo, rivendicando l’impegno profuso nell’ultimo anno e gli ingenti fondi già stanziati sul progetto di digitalizzazione, e ha annunciato l’attivazione di un tavolo regionale permanente per analizzare criticità e soluzioni.
Le organizzazioni sindacali, preso atto di un’evoluzione in parte positiva del dialogo tra azienda e istituzioni, hanno però insistito su un punto: serve una soluzione definitiva, in grado di restituire stabilità e serenità a migliaia di famiglie che da anni vivono una vertenza «lunga ed estenuante».
La riunione è stata aggiornata al 9 aprile, mentre il 26 marzo è previsto un ulteriore incontro di monitoraggio al Mimit.

LE POSIZIONI CRITICHE DELLA CONFIAL CROTONE SULLA CRISI IN KONECTA


Particolarmente critica la lettura di Fabio Tomaino, segretario provinciale Confial Crotone. A suo giudizio, il vero rischio dei prossimi mesi «non è solo l’eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali», ma il fatto che il progetto continui a reggersi su «equilibri precari, legati a tempi amministrativi e flussi finanziari», senza arrivare a un vero consolidamento industriale.
La mancata attivazione immediata della cassa integrazione è certamente «un fatto positivo», ma non può essere venduta come la soluzione del problema: la situazione resta fragile e non può essere gestita, avverte, con una «logica emergenziale fatta di rinvii, verifiche e soluzioni temporanee».

IL FUTURO DEGLI EX LAVORATORI A PROGETTO


In questo scenario emerge un nodo che i sindacati considerano ormai improrogabile: il futuro degli ex lavoratori a progetto, oggi parte essenziale della catena produttiva del servizio di digitalizzazione. Si tratta di lavoratori prossimi alla scadenza del contratto a termine, per i quali «non esiste ancora alcuna soluzione strutturale», nonostante abbiano già subito due sacrifici pesanti: la mancata stabilizzazione prevista il 19 dicembre 2024 e, successivamente, l’accettazione di un contratto di un solo anno.


Per Confial e per le altre sigle ignorare la loro prospettiva significa «ignorare il futuro stesso del servizio»: senza una soluzione chiara per chi oggi regge una parte fondamentale dell’attività produttiva, parlare di sviluppo e di stabilità del progetto appare poco credibile.
Da qui la richiesta di aprire subito un confronto serrato con la Regione Calabria, per costruire finalmente «un quadro chiaro di responsabilità, prospettive industriali e continuità occupazionale».

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