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Il sindaco Antonio Ceraso

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Cala il sipario sull’amministrazione guidata dal sindaco Ceraso a Cutro con le dimissioni della metà più uno dei consiglieri


CUTRO – Cala il sipario sull’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Ceraso. Stamane si sono dimessi i tre consiglieri di minoranza, Damiano Aiello ed Elisa Parrotta di FdI e Pietro Lepiane di FI. Un atto che decreta la fine della consiliatura perché le loro dimissioni si aggiungono a quelle di altri sei componenti del consiglio comunale. Su 16 consiglieri eletti ne sono rimasti in carica sette. Ma le dimissioni della metà più uno dei componenti dell’assemblea cittadina hanno fatto scattare il commissariamento del Comune. Il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, ha già nominato il commissario Zaccaria Sica. I consiglieri dimissionari, infatti, non erano surrogabili essendo stata la lista guidata da Ceraso, “Gente per Cutro”, l’unica ammessa alle consultazioni amministrative del 2022. Ma, nonostante il sindaco fosse partito con una maggioranza bulgara, prima si è creata un’opposizione consiliare e poi anche alcuni suoi fedelissimi lo hanno lasciato.

SCACCO MATTO

La situazione è precipitata lo scorso 12 agosto, poche ore prima dell’evento clou dell’estate cutrese, la partita a scacchi viventi. Una kermesse storica giunta alla 27esima edizione, che ha fatto registrare come sempre una straordinaria partecipazione di pubblico. Lo scorso 12 agosto si sono dimessi gli assessori Vincenzo Andreoli (Agricoltura) e Maria Teresa Stirparo (Bilancio) e il presidente del consiglio comunale, Piero Lorenzano. Le loro dimissioni si aggiungevano a quelle di altri tre consiglieri, Rocco Curcio, che faceva parte del gruppo di FdI, e i componenti della maggioranza Sara Brugnano e Chiarella Muto. Erano le mosse preparatorie per lo scacco matto finale. La spina alla fine l’hanno staccata i tre della minoranza, ai quali nelle ultime ore aveva lanciato segnali di apertura nel tentativo di trovare un accordo.

LE MOTIVAZIONI

Tra le motivazioni addotte da uno dei dimissionari, l’assessore Andreoli, c’è anche il costo delle luminarie natalizie ritenuto eccessivo, oltre all’aumento della Tari e al fermo dell’appalto per le strade interpoderali. Ma è chiaro che non ci si dimette a Ferragosto per le luminarie di Natale. Sullo sfondo, le ipotesi che fanno capolino sono altre. Innanzitutto c’è il mancato sostegno di Ceraso all’assessora Stirparo che vuole candidarsi alle elezioni regionali in quota Lega. Stirparo, prima eletta in consiglio comunale con oltre 800 voti, avrebbe chiesto l’appoggio di tutti i componenti della maggioranza ma Ceraso non avrebbe dato alcuna assicurazione. Anzi, i bene informati parlano di uno scontro acceso. Con sfumature e motivazioni diverse si sono dimessi consiglieri, assessori e presidente del consiglio comunale ma c’è chi ipotizza una regia unica.

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO

«Ci sono tante opere pubbliche avviate. Dietro le dimissioni ci sono questioni più personali che politiche ma preferisco non parlarne. Il commissario che si insedierà troverà importanti lavori pubblici che ora attendono il completamento. Illustrerò a breve una serie di dati che mostrano l’entità del lavoro fin qui svolto. Una cosa è certa. Io continuerò la mia battaglia a sostegno delle istanze dei cittadini di Cutro, soprattutto per quanto riguarda la lotta alla mafia». Nel febbraio dello scorso anno, Ceraso si mise alla testa di una mobilitazione della città che si schierò a sostegno di alcuni imprenditori che hanno denunciato il racket mafioso. Il Comune si è poi costituito parte civile contro i clan. Le elezioni del 2022 erano state peraltro indette dopo un periodo di commissariamento del Comune in seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

LE ACCUSE

 Una delle accuse che viene rivolta a Ceraso dai suoi oppositori, all’interno del consiglio comunale e fuori, è quella riconducibile a un certo autoritarismo, con riferimento alla mancata condivisione delle decisioni. Uno dei momenti più critici è stato quello del rincaro della Tari connesso anche all’appalto del servizio dei rifiuti, i cui costi sono lievitati. Ma Ceraso ha avviato anche una battaglia senza sconti per contrastare la maxi evasione fiscale. «Ci sono almeno 200 imprenditori che non hanno mai pagato la Tari», ebbe il coraggio di dire, nel corso di una convulsa seduta consiliare aperta, sfidando l’impopolarità in una città in cui l’evasione del tributo è al 45 per cento. Tra le accuse più ricorrenti anche quelle relative alla mancata programmazione della stagione turistica nonostante il rilancio del turismo fosse uno degli obiettivi che si era prefissato in campagna elettorale.

VERSO LE ELEZIONI

Il commissario dovrà traghettare l’ente presumibilmente fino alle elezioni della primavera 2026 ma il Pd già pensa al voto. Il segretario provinciale, Leo Barberio, definisce «fallimentare» l’esperienza amministrativa del sindaco Ceraso, «finita con una  implosione». Per il Pd «Ora si deve aprire subito una fase nuova che non deve avere vincoli». Il Pd «sarà a disposizione di una coalizione aperta che coinvolga tutto il centrosinistra sia partitico che civico e non imporrà nomi o candidati». 

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