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Una discarica

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CROTONE – La decisione del Tar della Calabria, che ha accolto il ricorso della Sovreco, la società del gruppo Vrenna che gestisce la mega discarica di Crotone e ha vinto la prima tappa di una battaglia ingaggiata da tempo contro la Regione, è importante per una serie di motivi.

Innanzitutto perché, accogliendo la richiesta di sospensiva della comunicazione con cui la Regione nel 2012 disponeva coattivamente il conferimento dei rifiuti nell’impianto di Sovreco, provvedimento ritenuto illegittimo, si dà ragione alla società crotonese che sul finire dello scorso gennaio aveva annunciato l’indisponibilità a ricevere ancora rifiuti per esaurimento dei volumi di abbancamento, con la precisazione di dover riservare i restanti volumi ai contratti stipulati dal privato. Ciò significa, al di là del danno patrimoniale riconosciuto a Sovreco “quanto meno in parte ristorabile”, che i rifiuti non saranno più conferiti a Crotone e che la Regione dovrà individuare un nuovo gestore del servizio.

Per evitare la paralisi del sistema, però, il Tar ha fissato la sospensione cautelare a partire dal primo luglio, termine ritenuto idoneo perché la Regione possa individuare un nuovo gestore. I giudici, infatti, ritengono che “l’interesse pubblico alla non interruzione del servizio, prodromico alla salvaguardia della salute pubblica, vada contemperato con il grave pregiudizio patrimoniale”. Dal primo luglio dovrà, dunque, essere pronta una soluzione alternativa a Crotone.

Considerati i ritardi dei Comuni costituiti in Ato (ambiti territoriali ottimali) che avrebbero dovuto ricevere le competenze dalla Regione; e considerato, anche, il mancato subentro degli enti nei contratti con i gestori degli impianti, che si ritrovano a dover trattare i rifiuti senza aver sottoscritto accordi; considerata, inoltre, la saturazione degli impianti esistenti in Calabria, si profila all’orizzonte una prospettiva complessa. Parliamo, infatti, dell’unica mega discarica ancora operativa in Calabria.

I rifiuti a questo punto potrebbero prendere una via diversa dalla nostra regione, non escluso il trasferimento all’estero, con rischio di aggravio di costi per i contribuenti in termini di aumento delle tariffe. Se ne riparla, nelle aule del Tar della Calabria, alla prima udienza utile del febbraio 2020, quando il procedimento sarà trattato nel merito. Ma, avendo, di fatto, ravvisato il “pregiudizio patrimoniale”, non sarebbe immediatamente da escludere che la decisione assunta dal collegio presieduto da Vincenzo Salamone (e composto, inoltre, da Francesco Tallaro e Francesca Goggiamani), si ponga in linea con i principi sanciti nell’ordinanza che accoglie l’istanza cautelare con decorrenza dal primo luglio prossimo.

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