INDICE DEI CONTENUTI
- 1 HARMONIC INNOVATION GROUP, APPROVATO PIANO INDUSTRIALE
- 2 L’OBIETTIVO
- 3 I DETTAGLI DELL’ACCORDO
- 4 IL FOCUS SULL’IA
- 5 L’IMPATTO SUL TERRITORIO
- 6 LA GUIDA DELL’INVESTIMENTO
- 7 UN PONTE TRA L’ITALIA E IL RESTO DEL MONDO
- 8 IL PRESIDENTE DI HARMONIC INNOVATION GROUP, SCARAMUZZINO: «È UNA PIETRA MILIARE»
- 9 GLI HUB FISICI
- 10 I TARGET FINANZIARI
- 11 I PARTNER INTERNAZIONALI
La società Harmonic Innovation Group approva il Piano Industriale 2026-2030 e una maxi operazione di finanziamento da 592 milioni di euro: focus su AI, piattaforme globali e sviluppo etico nel Mezzogiorno, con nuovi hub in Italia e all’estero. Entrano i capitali esteri di Rubicon e IMCI+. Nasce un ecosistema globale per l’innovazione sostenibile.
Trasformare il Mezzogiorno in un hub mondiale dell’innovazione, Harmonic Innovation Group (HIG) ha annunciato un’operazione record da quasi 600 milioni di euro. L’Assemblea degli azionisti di Harmonic Innovation Group (HIG), società benefit promossa da Entopan, ha approvato il nuovo Piano industriale al 2030 e siglato il closing per un finanziamento complessivo di 592 milioni di euro.
HARMONIC INNOVATION GROUP, APPROVATO PIANO INDUSTRIALE
Questa cifra include un aumento di capitale e una linea di finanziamento sottoscritta da investitori internazionali come Rubicon International e IMCI+International, oltre al supporto di storici azionisti come Santo Versace e il gruppo 2EFFE Holdin
L’OBIETTIVO
L’obiettivo è ambizioso: creare la più grande piattaforma collaborativa globale dedicata all’innovazione “umana” ed etica.
I DETTAGLI DELL’ACCORDO
L’accordo prevede un mix di equity e finanziamenti. I numeri dell’accordo prevedono 30 milioni di euro di aumento di capitale immediato, 562,5 milioni di euro in finanziamento soci convertibile, erogati a tranche a partire da giugno 2026.
Il nuovo piano di HIG punta a rendere il gruppo un “game changer” internazionale, promuovendo una via italiana e mediterranea all’innovazione e allo sviluppo sostenibile. Il progetto valorizza la centralità culturale del Mezzogiorno e mira alla creazione dell’Harmonic Innovation Ecosystem: una piattaforma fisica e digitale che connette centri di ricerca, aziende, investitori e istituzioni a livello globale, secondo una visione etica e umanistica.
IL FOCUS SULL’IA
Il piano prevede investimenti e acquisizioni in startup, scaleup, tech factories e società specializzate nell’intelligenza artificiale, nella digitalizzazione delle industrie e nell’advisory. Dopo il completamento del grande Innovation Hub Pitagora (Catanzaro), partiranno i lavori per quelli di Catania e Lecce, insieme ai primi hub “spoke” internazionali negli Stati Uniti, Francia, Spagna, India e Africa. Il team HIG è destinato a raddoppiare, superando quota 800 persone entro il 2030.
L’IMPATTO SUL TERRITORIO
Grazie a questa strategia HIG punta a decuplicare il valore della produzione, passando da 50 milioni nel 2025 a circa 500 milioni entro il 2030. È previsto un incremento del valore delle partecipazioni e degli asset immobiliari, guardando sia alla crescita finanziaria che all’impatto industriale, puntando su ecosistemi “ibridi” dove impresa, ricerca e territorio collaborano in una logica win-win.
LA GUIDA DELL’INVESTIMENTO
A guidare l’investimento è la spagnola Rubicon International, specializzata in finanza alternativa. Al suo fianco c’è IMCI+ International. Restano saldi nel capitale i soci storici italiani: Santo Versace con Francesca De Stefano, la famiglia Ferraro, Entopan e Darwin. Advisor dell’operazione è stato il team di Deloitte.
UN PONTE TRA L’ITALIA E IL RESTO DEL MONDO
Il progetto, promosso dal think tank Entopan, punta a fare del Sud Italia e del Mediterraneo il centro nevralgico di un nuovo modello di sviluppo. HIG non guarda solo al profitto. Si definisce una Società Benefit. La missione è sviluppare tecnologie, soprattutto Intelligenza Artificiale, che mettano al centro l’uomo e la sostenibilità.
IL PRESIDENTE DI HARMONIC INNOVATION GROUP, SCARAMUZZINO: «È UNA PIETRA MILIARE»
Il Presidente di HIG, Pasqualino Scaramuzzino, spiega: «Non è un traguardo, ma una pietra miliare. Vogliamo costruire dal basso una politica industriale con ambizioni globali, ma radicata in Italia, nel suo Mezzogiorno e nel Mediterraneo e costruire un futuro migliore. Vogliamo creare un’alternativa alla visione quantitativa dell’innovazione oggi egemone a livello globale custodendo la centralità dell’umano cui ci esorta ripetutamente Papa Leone XIV. Rispondiamo al bisogno di un’innovazione che non serva solo a fare utili, ma a garantire il progresso umano nel lungo periodo».
GLI HUB FISICI
I soldi serviranno a comprare tecnologie, acquisire startup e costruire luoghi fisici. Il piano prevede: Hub Pitagora (Tiriolo, CZ): 40.000 mq quasi completati, Hub Archimede (Catania): Cantiere avviato per 22.000 mq, nuovo Hub a Lecce: Area già individuata. Espansione estera: 5 spoke internazionali in USA, Francia, Spagna, India e Africa.
I TARGET FINANZIARI
I target finanziari sono imponenti. Il gruppo punta a passare da 50 milioni di ricavi nel 2025 a 500 milioni entro il 2030. Il valore delle partecipazioni dovrebbe toccare il miliardo, a cui si aggiungono 200 milioni di patrimonio immobiliare. Anche il personale raddoppierà rispetto agli attuali 400 dipendenti.
I PARTNER INTERNAZIONALI
Gli investitori internazionali vedono in HIG un asset strategico per lo sviluppo sostenibile su larga scala, mentre la collaborazione tra piattaforma digitale e hub fisici servirà a generare valore diffuso, opportunità industriali e crescita per tutto il network dell’innovazione.
L’entusiasmo è condiviso dagli investitori esteri. Ignacio Garcia, CEO di Rubicon International, definisce l’operazione «una mossa strategica per ridefinire la mappa dell’innovazione in Europa». Gli fa eco Modesto N. Peña y Gorrin di IMCI+: «Abbiamo visto nel fondatore Francesco Cicione un leader visionario. L’innovazione armonica è un asset trasformativo su cui puntiamo molto».
Conclude il CEO di HIG, Emanuele Spampinato: «La nostra piattaforma fisica e digitale favorirà la crescita per tutti. Creiamo valore diffuso e relazioni stabili tra investitori, aziende e istituzioni».
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