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Regione Calabria, il reddito di merito arriva in Parlamento. Da 500 a mille euro al mese «per contrastare la fuga dei cervelli». Forza Italia presenta in Senato un ddl ispirato alla misura varata da Occhiuto.
Il reddito di merito piace al centrodestra. O almeno piace a Forza Italia, che ha da poco presentato in Senato un disegno di legge ispirato (poco liberamente) alla misura introdotta in Calabria dal presidente Roberto Occhiuto. La prima firmataria è Stefania Craxi, a seguire la proposta è stata sottoscritta da altri quattordici senatori, tra i quali anche Mario Occhiuto. Cosa prevede? La proposta istituisce un contributo mensile da 500 a mille euro per premiare gli studenti universitari più meritevoli e contrastare la fuga dei giovani all’estero. Il beneficio scatterebbe dall’anno accademico successivo all’entrata in vigore della legge e sarebbe riservato agli studenti legalmente e stabilmente residenti in Italia da almeno un anno. L’importo verrebbe erogato mensilmente e varierebbe tra 500 e mille euro, in base alle fasce di merito che saranno individuate con un successivo decreto del ministero dell’Università e della Ricerca. Il testo stabilisce alcuni criteri generali.
IL REDDITO DI MERITO I REQUISITI DI ACCESSO, IL FONDO DA 300 MILIONI E IL MODELLO DELLA REGIONE CALABRIA
Potranno accedere al beneficio gli studenti regolarmente iscritti a un corso di laurea, laurea magistrale o laurea magistrale a ciclo unico, in continuità con il precedente percorso di studi. Il merito sarà valutato tenendo conto dell’anno di corso, dei crediti formativi universitari conseguiti e della media ponderata degli esami. Spetterà però a un decreto ministeriale definire nel dettaglio le soglie di accesso, le fasce di merito cui collegare l’importo del contributo, le modalità di controllo e le eventuali cause di sospensione o revoca del beneficio. Previsti anche dei percorsi formativi e professionalizzanti obbligatori, finalizzati «a rafforzare le competenze e a favorire l’inserimento nel mercato del lavoro, nell’ambito di un sistema integrato di sostegno allo studio e di valorizzazione del merito».
Per finanziare il contributo viene istituito un fondo, denominato “Fondo per il reddito di merito”, con una dotazione iniziale di 300 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026. La proposta richiama molto la misura calabrese, a partire già dagli obiettivi. Il presidente Occhiuto l’ha varata come strumento per arginare la fuga dei cervelli, nel suo caso dalla Calabria: chi sceglie di studiare fuori regione – spiegava, citando dati Almalaurea – resta poi tipicamente a lavorare lì, mentre chi completa gli studi in Calabria, tende a restare.
IL CONTRASTO ALLA FUGA DEI CERVELLI E LE CRITICHE SULL’ESCLUSIONE DEL FATTORE REDDITUALE
La ‘fuga’, di solito, avviene soprattutto dopo la triennale. Molti studenti scelgono di proseguire gli studi e di prendere la magistrale fuori, in regioni con maggiore offerta di lavoro. Il reddito di merito, nelle intenzioni di Occhiuto, è un incentivo a scegliere di proseguire negli atenei calabresi e costruirsi un futuro in regione. Anche gli importi del contributo proposto a livello nazionale ricalcano quelli previsti dalla misura calabrese: da 500 a mille euro. In Calabria sono stati definiti i requisiti di merito (media dal 27 in su) e le modalità di accesso per le matricole di triennali e magistrali. I siti degli atenei hanno già pubblicato gli avvisi, con le scadenze per presentare domande.
L’iniziativa dei senatori di Forza Italia ha già acceso un primo dibattito, soprattutto sui social, richiamando obiezioni molto simili a quelle emerse in Calabria. Secondo i critici, una misura fondata esclusivamente sul merito e non anche sulla condizione economica rischia di favorire chi può dedicarsi agli studi a tempo pieno. Le borse di studio legate all’Isee resterebbero infatti in vigore e sarebbero cumulabili con il nuovo contributo, ma chi è costretto a lavorare per mantenersi agli studi, viene spiegato, potrebbe avere maggiori difficoltà a mantenere una carriera regolare e a conseguire le medie richieste.
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