X
<
>

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria in conferenza stampa a Lamezia

Share
1 minuto per la lettura

AL GIRO di boa di metà legislatura il presidente Roberto Occhiuto è arrivato mettendosi alle spalle sei mesi (e anche qualcosa di più) di voci e indiscrezioni su una sua partenza verso altri – prestigiosi – lidi: dall’europarlamento al governo di Giorgia Meloni. Seguivano smentite, più o meno puntuali.

L’ultima ieri, a Lamezia, durante la conferenza stampa di metà legislatura (LEGGI LA NOTIZIA), che era stata preceduta dal sibillino post Instagram in cui il presidente lamentava che in Calabria è tutto da rifare e assicurava che tutto, lui e la sua squadra, stavano rifacendo.

Sarà così? Beh, riteniamo di sì, per una serie di elementi. Il principale: la chiusura anticipata della legislatura, per la decisione di Occhiuto di spiccare il volo verso altri incarichi, sarebbe incoerente con la narrazione che ha portato avanti in questi due anni e mezzo. Una narrazione iniziata in campagna elettorale, con quell’appassionato comizio a Cosenza («Voglio dimostrare all’intero Paese che essere calabresi non è un marchio, ma un timbro di qualità») e proseguita anche ieri, nel video pubblicato sui social («Dicevano che ero matto, abbiamo già smentito i pronostici: abbiamo dimostrato che la Calabria può iniziare a cambiare»).

Sull’ipotesi di un secondo mandato, il presidente ieri non ha cambiato la versione ufficiale: se avrà ancora gli stimoli, ha detto, si candiderà. Qualcosa in più però se l’era lasciata sfuggire nell’ultimo Consiglio, quando, replicando alla minoranza, Occhiuto aveva detto: «Se volete un presidente Masaniello, trovatelo e tra qualche anno potete candidarlo contro di me». Sicuri che la decisione non sia già presa?

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE