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Un momento della conferenza stampa a Lamezia

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Incassata la pronuncia della Corte d’Appello che ammette il referendum sui sottosegretari in Calabria, il centrosinistra esulta. E risponde a Occhiuto


LAMEZIA TERME – “Affaire” sottosegretari alla Regione Calabria, l’opposizione di centrosinistra esulta. Il primo obiettivo è stato raggiunto. L’Ufficio centrale regionale per il referendum ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare sulla modifica dello Statuto regionale relativa all’istituzione dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta.

Ora la palla passa al presidente Occhiuto, che dovrà decidere se tornare in Aula per modificare quello che il centrosinistra ritiene un obbrobrio e ridare voce ai calabresi, oppure avviare subito l’iter per indire il referendum. Intanto a Lamezia Terme, in conferenza stampa, i capigruppo hanno offerto le valutazioni politiche del risultato acquisito, in primis con una sottolineatura corale: «Abbiamo dimostrato ad Occhiuto – hanno detto – di non essere degli sfigati. Non solo ha vinto il centrosinistra, hanno vinto i calabresi. Perché alcune scelte, come la modifica dello Statuto e l’introduzione di nuove poltrone, non possono passare sulla testa dei calabresi». Da qui lo sguardo rivolto già al secondo step concernente le iniziative che i gruppi consiliari intendono assumere nelle prossime settimane.

ALECCI: UN ALTRO ATTO DI ARROGANZA POLITICA DI OCCHIUTO

L’incontro si è tenuto nella sede regionale del Partito Democratico alla presenza dei capigruppo del centrosinistra e dei legali dei consiglieri: il professore Andrea Lollo e l’avvocato Antonio Ionà. Ernesto Alecci, dopo avere ripercorso tutta la vicenda ha commentato: «Non è la prima volta che il presidente Occhiuto usa la normativa e le leggi a modo suo». Il capogruppo dem ha messo nel conto la nomina di sottosegretari senza voler passare prima dal referendum. «Questa – ha chiosato è arroganza politica. Stavolta però gli è andata male perché ha trovato un’opposizione organizzata e dei legali che hanno saputo seguire la questione».

Una battuta l’ha riservata anche alle associazioni che avevano bacchettato l’opposizione di centrosinistra: «I fatti ci stanno dando ragione». Enzo Bruno, portando il saluto di Pasquale Tridico, ha detto: «Questa vittoria è anche sua». Poi ha riservato una stoccata ad Occhiuto: «Negli ultimi mesi sta perdendo l’equilibrio. Definire sfigati l’opposizione è una caduta di stile non degna di un presidente di Regione». Filomena Greco, commentando il risultato ottenuto, si è detta convinta che «questa linea tracciata è quella giusta». Francesco De Cicco ha evidenziato il lavoro di squadra e il rapporto tra i diversi gruppi. «Questo risultato – ha rimarcato – è un messaggio di unità che mandiamo ai calabresi. E questo è solo l’inizio».

I LEGALI: IN DUBBIO LA VALIDITÀ DEGLI ATTI ADOTTATI

«Se ci sarà il referendum – hanno sostenuto gli esponenti del centrosinistra – continueremo a girare tutte le piazze calabresi, come abbiamo già fatto con la raccolta firme, per dire no a questa legge vergognosa, no alla moltiplicazione delle poltrone e dei costi, in un momento in cui la sanità è ancora in grosso affanno e i problemi dei calabresi restano tanti. Ci riuniremo anche per valutare di sollevare la questione davanti alla Corte dei Conti, perché si profila un possibile danno erariale».

Per i legali la decisione dell’Ufficio centrale impone ora alla Regione di avviare il procedimento referendario e mette inoltre in dubbio la validità degli atti adottati sulla base della legge, comprese le nomine dei sottosegretari e l’istituzione delle relative strutture di supporto.

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