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Filippo Mancuso

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Il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria, Filippo Mancuso, ha espresso soddisfazione il piano della Protezione civile nazionale per i danni del ciclone Harry


CATANZARO – Il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria, Filippo Mancuso, accoglie con soddisfazione il provvedimento emanato nella giornata di ieri, 6 luglio 2026, dal Dipartimento nazionale di Protezione civile che ha approvato il Piano relativo all’attuazione dei primi interventi e delle misure per i danni causati dal Ciclone Harry.

«Il Piano – dichiara il vicepresidente – consentirà di dare una pronta risposta ai fabbisogni manifestati dagli Enti e formalizzati sulla specifica piattaforma di Protezione civile a seguito dei danni subiti dagli eccezionali eventi meteorologici per effetto del ciclone Harry. Tra gli interventi approvati dal dipartimento nazionale di Protezione civile è ricompreso anche quello relativo al porto di Catanzaro».

«Nello specifico, il provvedimento si traduce, quindi, nella possibilità da parte del Comune di Catanzaro di utilizzare le risorse già disponibili e potrà intervenire in urgenza e quindi in tempi ristretti per ripristinare lo stato di esercizio e fruibilità del Porto, garantendo l’accesso a tutte le imbarcazioni ma con particolare riferimento a quelle destinate alla pesca che, pertanto, avranno la possibilità di far ripartire o quantomeno garantire la continuità di una importante attività produttiva soprattutto nel periodo estivo che registra notoriamente un aumento di turisti e consumatori».

Mancuso ringrazia il dipartimento di Protezione civile “per la sensibilità dimostrata assicurando, così, una continuità da parte del dipartimento regionale Governo del territorio, a garantire quel supporto a tutti quei Comuni colpiti dal ciclone Harry e inclusi nella relativa Ordinanza emanata a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, per la quale lo stesso Dipartimento è impegnato nell’imminente approvazione del Piano degli interventi di rischio residuo a complemento di quello appena approvato”.

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