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Tre ragazzi in arresto a Reggio Calabria, due sono fratelli. L’agguato risale a luglio del 2024. La vittima ferita a colpi di fucile a un gamba poi amputata
Tre giovani arrestati a Reggio dalla polizia, su richiesta della Dda nella mattinata di oggi, venerdì 10 ottobre. Sono accusati di di tentato omicidio in concorso e detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo. Delitti entrambi aggravati dal metodo mafioso. Si tratta dei fratelli Paolo e Filippo Labate, di 20 e19 anni e di Umberto Rogolino, 23 anni.
SPARATORIA IN CENTRO A REGGIO, TRE ARRESTI
Le indagini immediatamente avviate dalla Procura della Repubblica, e curate dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile, scaturiscono dai fatti avvenuti il 15 luglio dello scorso anno. Le indagini riguardano il ferimento a colpi di fucile, di un uomo, in pieno centro cittadino.
LE ORIGINI DELL’AGGUATO
Quella sera, a seguito di una lite originata dall’incendio di un’auto parcheggiata in prossimità dell’abitazione degli indagati, il responsabile dell’incendio era stato malmenato con una mazza da baseball. Il motivo era aver operato senza autorizzazione in zona sotto il controllo dei tre giovani, due dei quali fratelli, e per aver arrecato disturbo al riposo della madre.
AGGUATO IN CENTRO, FERITO UN UOMO CON TRE COLPI DI FUCILE
Non contenti, i tre uomini, dopo aver recuperato un fucile in zona Pellaro, si appostarono nei pressi della loro abitazione in attesa del rientro del malcapitato il quale, appena avvicinatosi, fu raggiunto da tre colpi di fucile all’addome e alle gambe esplosi da uno dei tre giovani al solo fine di rivendicare il predominio e il controllo sulla zona di appartenenza, evocando la capacità mafiosa di una nota ‘ndrina della zona sud di Reggio Calabria.
ALL’UOMO FERITO DAI TRE GIOVANI AMPUTATA UNA GAMBA
A cause delle gravi ferite riportate, la vittima ha subito l’amputazione totale dell’arto inferiore destro. Uno degli indagati era già in stato detentivo in quanto sottoposto a fermo lo scorso giorno 4 novembre per il possesso di due fucili a canne mozze, di pistole con matricola abrasa e numerose munizioni.
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