Il recupero in mare della Guardia di Finanza del quantitativo di cocaina
2 minuti per la letturaNell’operazione “Abisso” scattata in Sicilia tra gli indagati due calabresi: dovevano recuperare in mare due tonnellate di cocaina da trasportare in Calabria.
CATANIA- Traffico transazionale di droga, nell’operazione “Abisso” spunta ancora l’asse Sicialia – Calabria. Nell’ambito dell’operazione, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, la Guardia di Finanza di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 persone, gravemente indiziate di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I nuovi provvedimenti si aggiungono alle 15 misure cautelari eseguite lo scorso 12 giugno, portando a 21 il totale dei destinatari di misure restrittive su un totale di 28 indagati. Tra questi ci sono due uomini della Locride. Le indagini, condotte dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania, hanno disarticolato una complessa associazione criminale dedita al traffico transnazionale di cocaina, hashish e marijuana. Il sodalizio, legato al clan mafioso catanese “Cappello-Bonaccorsi”, operava tra la Sicilia e Malta e riforniva il gruppo “Borgata” del clan siracusano “Santa Panagia”.
INDAGATI IN SICILIA DUE CALABRESI: IL COMPITO DI PARACADUTARE IL CARICO DI COCAINA IN CALABRIA
Tra le pieghe dell’inchiesta emerge un episodio chiave che collega la Sicilia alla Calabria. Tra gli indagati figurano infatti due soggetti calabresi, originari di Locri e di Siderno, ingaggiati dal promotore della rete catanese per un’operazione ad altissimo rischio. Il loro compito era quello di individuare e recuperare direttamente in mare un imponente carico di circa 2 tonnellate di cocaina, avvistato al largo delle coste etnee. Una volta recuperata la droga, la missione dei due uomini di Locri e Siderno prevedeva il trasporto dell’intero carico in Calabria in cambio di un cospicuo compenso finanziario.
FALLITO IL RECUPERO DEL CARICO DESTINATO ALLA CALABRIA E SEQUESTRI PER 700.000 EURO
Il tentativo di recupero e il conseguente trasferimento della sostanza stupefacente verso la Calabria sono tuttavia falliti. Questo per merito del tempestivo intervento della Guardia di Finanza, che aveva già individuato e posto sotto sequestro l’enorme partita di cocaina. Oltre le misure restrittive personali, i finanzieri hanno eseguito il sequestro di diversi beni. Tra cui di disponibilità finanziarie, autovetture, immobili e attività economiche per un valore complessivo stimato in circa 700.000 euro.
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