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Smantellata un’organizzazione che a Reggio Calabria vedeva il suo punto di riferimento nelle famiglie di ‘ndrangheta dei Moabito-Bruzzaniti-Palamara

REGGIO CALABRIA – Un canale di approvvigionamento di cocaina tra la Calabria e la Colombia da fare arrivare in Italia verosimilmente nel porto di Gioia Tauro nascosta in container di frutta o di pesce surgelato.

È quanto hanno portato alla luce gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria, del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga con l’inchiesta “Buena Ventura” Diciotto gli arrestati: quattro sono finiti agli arrestati domiciliari. Si tratta di Luigi Sivitilli, di Pescara; Christian Alberoni, di Bologna; e dei fratelli Rocco e Marco Cannata, ritenuti responsabili solo di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Arrestato anche il colombiano Carlos Eulogio Esquivel Lozada, residente nel Paese mesoamericano ed in attesa di essere estradato.

L’indagine, durata due anni e condensata in un’informativa della Polizia di Stato di oltre 500 pagine dove sono state raccolte intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, ha ricostruito l’attività del sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti. In particolare, il cartello calabrese riconducibile alle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara, secondo gli investigatori, aveva assunto iniziative «concrete e avanzate» per pianificare e realizzare la compravendita di droga lungo l’asse Reggio Calabria-Bogotà.

L’importazione sarebbe avvenuta attraverso apposite società operanti soprattutto nell’importazione di prodotti ortofrutticoli o di pesce. A tale scopo, secondo l’accusa, alcuni trafficanti calabresi avevano allestito nella Locride un negozio per la rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamerica. In alcuni casi la droga sarebbe stata inviata per via aerea.

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno sequestrato, in Italia e in Spagna, consistenti quantitativi di cocaina. I sequestri sono stati effettuati nel corso di specifiche operazioni antidroga condotte in provincia di Reggio Calabria e all’aeroporto Barajas di Madrid da parte delle rispettive forze di polizia (Polizia di Stato Italiana e Cuerpo National de Polizia – Comisaria General de Policia Judicial – U.D.Y.C.O. Central). Complessivamente, le indagini hanno permesso di sventare l’importazione di oltre 35 chili di cocaina organizzata fra la Colombia e la Calabria.

La droga, oltre che via mare, sarebbe giunta in Italia anche via aerea con corrieri adibiti al trasporto della cocaina in valigie fino ad uno scalo aereo del Centro-Nord Italia dove passavano grazie alla complicità di un finanziere e ad un vigilante, che sarebbero indagati. 

«L’odierna operazione Buena ventura – dicono gli investigatori – dimostra la forza e la capacità dei cartelli calabresi nello stringere accordi con i narcos colombiani al fine di importare dal Paese sudamericano in Calabria ingenti partite di cocaina destinata alle piazze di spaccio di diverse province italiane e in Europa».

IL PROCURATORE.  «Un’organizzazione estesa su tutto il territorio nazionale con forti agganci transnazionali in Colombia, soprattutto, ma anche in Ecuador e Perù, capace di introdurre in Italia non meno di 35 chilogrammi per volta di cocaina». Lo ha detto il capo della Dda di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, intervenendo alla conferenza stampa in Questura per illustrare i particolari dell’operazione.

«Al vertice del cartello criminale – ha proseguito de Raho – le cosche della ‘ndrangheta della ionica, i Morabito-Bruzzaniti ed i Palamara di Africo, un cui esponente, Giovanni Palamara, era ormai diventato un ospite “fisso” in Colombia e godeva di grande fiducia da parte dei vari cartelli dediti al traffico internazionale di stupefacenti».

«E’ stata un’operazione – ha commentato il questore Raffaele Grassi – che sottolinea ancora una volta la capacità della ‘ndrangheta e dei suoi referenti criminali su tutto il territorio nazionale, di essere organizzazione privilegiata da parte dei narcos dei vari Paesi centroamericani, tant’è che suoi esponenti di particolare ‘prestigiò criminale usavano soggiornare lunghi periodi in Colombia, come Giovanni Palamara».

«Da tempo – ha detto il dirigente della squadra mobile Francesco Rattà – eravamo sulle tracce di questa organizzazione criminale, riuscendo in due occasioni anche a sequestrare ingenti quantitativi di cocaina. In un caso scoprimmo addosso ad uno dei trafficanti centinaia di bustine confezionate legate attorno alle sue gambe con nastro adesivo, lasciando ai ginocchi libertà di movimento».

LA STORIA. L’operazione “Buena ventura” portata a termine dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Dda di Reggio Calabria conferma, una volta di più, il ruolo di leadership delle famiglie di ‘ndrangheta nella gestione del traffico internazionale di sostanze stupefacenti. È la convinzione degli investigatori della polizia che negli ultimi due anni hanno compiuto altre tre operazioni – New Bridge a Columbus I e II – contro il narcotraffico della ‘ndrangheta e alle sue proiezioni internazionali.

Nel 2014, Squadra mobile di Reggio Calabria, Servizio centrale operativo ed Fbi, dopo due anni di indagini, riuscirono a disarticolare il “ponte” fra la Calabria e gli Stati Uniti realizzato da un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. I cartelli calabresi avevano pianificato e realizzato l’acquisto di una consistente partita di cocaina che doveva giungere da New York al porto di Gioia Tauro.

Nel 2015 – in due distinte fasi – gli stessi investigatori della Polizia di Stato e agenti delle agenzie federali americane del Federal Bureau of Investigation (Fbi) e dell’Homeland Security, nel corso dell’operazione congiunta Columbus (maggio 2015), disarticolarono in Calabria e a New York un sodalizio criminoso con proiezioni transnazionali dedito ai traffici internazionali di droga tra gli Stati Uniti e la Calabria. Dopo soli 5 mesi (ottobre 2015) i poliziotti italiani con agenti costaricensi del O.I.J. (Organismo de investigacion Judicial) e squadre miste e congiunte della Polizia di Stato (Servizio centrale operativo e Squadra mobile di Reggio), di Fbi, Homeland Security e Interpol, hanno arrestato i componenti di un’organizzazione operante in Costarica nel traffico internazionale di droga in sinergia con alcune articolazioni della ‘ndrangheta ionico-reggina. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’organigramma del sodalizio, la struttura organizzativa, le condotte transnazionali e le rotte del narco-traffico e di qualificare i rapporti fra esponenti della ‘ndrangheta e trafficanti attivi nel Centro – America, in contatto con narcos colombiani.

 

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