INDICE DEI CONTENUTI
- 1 DIARIO DI BORDO DI LIBERA, LA DEDICA A MICHELE ALBANESE, CHE COME POCHI AVEVA RACCONTATO IL PORTO DI GIOIA TAURO
- 2 PORTO DI GIOIA TAURO, I DATI NEL RAPPORTO DI LIBERA
- 3 PORTI, SNODO STRATEGICO PER ECONOMIA LEGALE E ILLEGALE
- 4 PORTO DI GIOIA TAURO, SCALO SENSIBILE ALLA CRIMINALITÀ
- 5 CALABRIA, TERRITORIO ESPOSTO
- 6 2025, ANNO DEI RECORD PER GIOIA TAURO
- 7 IL RAPPORTO DI LIBERA OLTRE I CONFINI NAZIONALI
Porto di Gioia Tauro, il rapporto di Libera, dedicato al giornalista Michele Albanese, parla di una crescita del 62,5% dei casi rispetto al 2024
GIOIA TAURO – Il “Diario di bordo” di Libera si apre con un’assenza che pesa più di qualsiasi numero. È quella di Michele Albanese, giornalista calabrese, voce rigorosa e ostinata del territorio della Piana di Gioia Tauro, a cui è dedicata la terza edizione del rapporto sulla criminalità nei porti italiani.
DIARIO DI BORDO DI LIBERA, LA DEDICA A MICHELE ALBANESE, CHE COME POCHI AVEVA RACCONTATO IL PORTO DI GIOIA TAURO
«Compagno di viaggio e giornalista rigoroso, che ha scelto ogni giorno di stare dalla parte della verità, anche quando costava caro», si legge nella dedica. Parole che restituiscono il senso di un impegno quotidiano, spesso solitario, sempre necessario. Michele aveva raccontato come pochi altri le contraddizioni del porto di Gioia Tauro, intuendone prima di molti la doppia natura: motore di sviluppo e, allo stesso tempo, crocevia di interessi criminali. Oggi, quei numeri sembrano confermare ciò che egli aveva già visto e denunciato.
PORTO DI GIOIA TAURO, I DATI NEL RAPPORTO DI LIBERA
I porti italiani continuano infatti a rappresentare uno snodo strategico in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali. Nel 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità, con un incremento del 14% rispetto al 2024. Gli scali coinvolti salgono a 38, contro i 30 del 2024 (+27%).
Dal 2022 al 2025 gli eventi censiti sono 496, uno ogni tre giorni. Un quadro che emerge dal rapporto presentato ieri mattina, martedì 21 aprile 2026, a Firenze e curato da Francesca Rispoli, Marco Antonelli e Peppe Ruggiero, attraverso l’analisi dei dati provenienti da rassegne stampa, relazioni della Commissione parlamentare antimafia, della Dia, della Dnaa, dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di finanza.
PORTI, SNODO STRATEGICO PER ECONOMIA LEGALE E ILLEGALE
Numeri che, come sottolinea la copresidente nazionale di Libera Francesca Rispoli, «non possono essere ignorati» e che raccontano una realtà precisa: i porti sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, dal narcotraffico alla contraffazione, dal contrabbando al riciclaggio, oltre che luoghi in cui si manifestano fenomeni corruttivi e si cristallizzano relazioni di potere. Un sistema complesso in cui la risposta non può essere soltanto repressiva ma deve passare da maggiore trasparenza, prevenzione e cooperazione internazionale.
PORTO DI GIOIA TAURO, SCALO SENSIBILE ALLA CRIMINALITÀ
In questo scenario la Calabria si conferma uno dei territori più esposti. Il porto di Gioia Tauro consolida il proprio ruolo tra gli scali più sensibili, con 13 eventi registrati nel 2025, in crescita del 62,5% rispetto all’anno precedente. A livello regionale sono 15 i casi censiti, che collocano la Calabria al secondo posto in Italia.
Negli anni 2022/2025 i casi complessivi sono 34, di cui 27 concentrati proprio a Gioia Tauro che si conferma hub strategico per il traffico internazionale di cocaina: con il sequestro di oltre 54 tonnellate di stupefacente in 10 anni. Le tecniche di occultamento, sempre più sofisticate, spaziano dalle bobine di carta alle banane, dai container refrigerati contenenti prodotti surgelati ai sacchi di pellet o di sesamo, fino agli autoveicoli usati. Un livello di adattabilità che testimonia la capacità delle organizzazioni criminali di sfruttare ogni anello della catena logistica.
CALABRIA, TERRITORIO ESPOSTO
Le relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia evidenziano inoltre la presenza di 56 clan attivi in Calabria tra il 1994 e il 2024, operanti non solo nei porti regionali ma anche in scali strategici come Napoli, Genova, Livorno e Trieste. Gli interessi delle cosche non si limitano alle attività illegali, ma si estendono anche ai settori dell’economia legale, dai servizi portuali alla gestione di infrastrutture e mercati, confermando una capacità di penetrazione capillare.
2025, ANNO DEI RECORD PER GIOIA TAURO
«Se il 2025 è stato l’anno dei record per Gioia Tauro, con 4,5 milioni di container movimentati e una crescita del 14% – osserva Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera – è stato anche quello in cui si registra un aumento significativo dei casi di criminalità, confermando la natura di questo porto: crocevia di opportunità e contraddizioni». Una definizione che richiama, ancora una volta, il lavoro di Michele Albanese, che proprio su questo scalo aveva concentrato gran parte della sua attività giornalistica.
IL RAPPORTO DI LIBERA OLTRE I CONFINI NAZIONALI
Il rapporto allarga infine lo sguardo oltre i confini nazionali, con un focus sul Brasile e sul porto di Santos, nodo cruciale delle rotte della cocaina. Tra il 2016 e il 2025 sono state registrate 345 operazioni di sequestro, con l’Italia tra le principali destinazioni. Diciotto i sequestri diretti verso il nostro Paese, per oltre 5,4 tonnellate di cocaina, di cui dieci con destinazione Gioia Tauro.
Le inchieste evidenziano inoltre i rapporti tra la ‘ndrangheta e il Primeiro Comando da Capital, organizzazione criminale brasiliana, in un sistema di traffici sempre più globalizzato. Un racconto che Michele aveva iniziato molto prima e che oggi, attraverso questo rapporto, continua a interrogare istituzioni e territori sulla necessità di non voltarsi dall’altra parte.
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