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A “Connessioni Mediterranee” svolto a Reggio Calabria, i ministri Salvini e Tajani hanno difeso il Ponte sullo Stretto, ritenuto essenziale per il corridoio Berlino-Palermo e la competitività.
LA seconda giornata di “Connessioni mediterranee”, la due giorni promossa da L’Altravoce – Il Quotidiano e Feuromed con il Parlamento Europeo e la Commissione Europea, ha messo al centro del confronto il tema delle infrastrutture e approfondito il ruolo del Ponte sullo Stretto.
SALVINI: IL PONTE SULLO STRETTO ESSENZIALE PER L’EUROPA E IL CORRIDOIO BERLINO-PALERMO
All’appuntamento al MArRC (Museo archeologico di Reggio Calabria) è intervenuto a difesa della mega-opera il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini che in videocollegamento, ha rivendicato il lavoro in corso per rispondere ai rilievi della magistratura contabile. Allargando lo sguardo a Bruxelles ha affermato: «Continueremo il confronto anche con l’Europa. – e ha aggiunto – L’Europa è irritata con l’Italia perché, dopo 40 anni, non abbiamo ancora fatto il Ponte, che è la chiusura del corridoio europeo Berlino-Palermo».
TAJANI E CIUCCI: UN SOGNO PER LA COMPETITIVITÀ E LA TRASPARENZA
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha legato il Ponte a una visione di competitività nazionale: «Sono assolutamente d’accordo con il ministro Salvini, è un grande sogno e va realizzato per rendere più competitivi i territori, collegarli alla Sicilia, alla Calabria e tutta l’Italia». Moderando l’incontro, il direttore de L’Altravoce – Il Quotidiano Alessandro Barbano, ha poi introdotto l’ad della società Stretto di Messina Pietro Ciucci a cui il titolo del panel “Collegare i territori, costruire il futuro” sembra «già una sintesi perfetta della funzione e dei ruoli del Ponte». «Mai come oggi siamo arrivati vicini a realizzare questo sogno. – ha precisato Ciucci che ha aggiunto – Stiamo lavorando in modo approfondito per rispondere alle motivazioni della Corte dei conti, evidentemente abbiamo bisogno di essere ancora più trasparenti».
IL RUOLO VISIONARIO E LE POTENZIALITÀ LOGISTICHE
«L’ingegneria visionaria ha fatto la storia», ha rimarcato l’ingegnere Enzo Siviero che immagina non solo il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia ma anche uno tra l’Europa e l’Africa con quello che chiama “corridoio Ulisse”. «Bisogna pensare in termini di vantaggi per le prossime generazioni e non rimanere ingabbiati nell’asfissia temporale che non ci permette di guardare oltre la nostra». Vincenzo Franza ad della Caronte & Tourist, invece, immagina le potenzialità del trasporto della Sicilia, cuore del Mediterraneo e interfaccia logistica dell’Africa «solo se collegata». Non teme il Ponte l’imprenditore dei collegamenti marittimi sullo Stretto, anzi «Noi immaginiamo anche per noi un ottimo tornaconto, ma queste opere non si fanno per i singoli» ha ribadito.
PONTE COME CATALIZZATORE: CRITICITÀ E IMPEGNO LOCALE
Per l’architetta Beatrice Bruzzì «discutere ancora della fattibilità del Ponte è anacronistico, anche se ci sono criticità che vanno affrontate ma in questi progetti di grande impatto ci sono sempre». «Il Ponte può essere il catalizzatore delle infrastrutture del territorio – ha detto Francesco Foti, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Reggio Calabria – ma perché diventi tale è necessario l’impegno del territorio stesso e che la classe dirigente lo renda possibile andando oltre la visione». «L’incertezza del territorio è la parte più difficile da gestire – ha aggiunto Ciucci in conclusione – Noi vogliamo realizzare il Ponte perché ci è stato commissionato dal governo e dal Parlamento con più leggi».
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