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Gravi episodi di violenza e un incendio doloso nel carcere di Arghillà a Reggio Calabria. Agenti penitenziari aggrediti e condizioni di sicurezza critiche. Intervento tempestivo evita tragedia.
Nel reparto detentivo “Apollo”, nel carcere reggino di Argillà, un poliziotto penitenziario è stato aggredito violentemente da un detenuto. L’agente è stato subito soccorso e trasportato all’ospedale locale per le cure.
VIOLENZA E INCENDIO DOLOSO NELLA CELLA DETENTIVA
Quasi contemporaneamente all’aggressione, un detenuto recidivo ha appiccato il fuoco alla propria cella. L’incendio ha causato una situazione di grave pericolo per la vita di detenuti e personale.
ARGHILLÀ, INTERVENTO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
Gli agenti in servizio sono intervenuti con prontezza e coordinamento. Le fiamme sono state domate evitando una tragedia. Durante le operazioni di evacuazione, alcuni poliziotti sono rimasti intossicati dai fumi. Hanno anche salvato un detenuto anziano e non deambulante, intrappolato nella cella invasa dal fumo.
CONDIZIONI DEI FERITI
Il pronto soccorso ha diagnosticato fino a 34 giorni di prognosi per alcuni agenti rimasti feriti e intossicati durante l’incendio e l’aggressione.
VIOLENZA IN CARCERE AD ARGHILLÀ, LE RICHIESTE DEL SINDACATO
Il sindacato Sarap esprime solidarietà e apprezzamento per gli agenti coinvolti. Sollecita un riconoscimento formale per il coraggio dimostrato, chiedendo una ricompensa al valor civile o per merito di servizio. Denuncia anche la carenza di organico e la necessità di potenziare la sicurezza interna nelle carceri.
Questi fatti evidenziano la difficile situazione di sicurezza nel carcere di Arghillà e la dedizione del personale penitenziario che lavora in condizioni rischiose per garantire sicurezza e dignità a tutti.
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