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Confermato con test del Dna i resti umani trovati carbonizzati appartengono ad Antonio Strangio, scomparso da San Luca l’11novembre 2024. Si indaga per omicidio.


SAN LUCA – Le speranze della famiglia di Antonio Strangio si sono infrante di fronte all’esito della relazione dei carabinieri del RIS di Messina. Questi carbonizzati ritrovati il 19 novembre 2024 sono proprio al 43enne di San Luca, scomparso l’11 novembre 2024. Adesso è ufficiale. Le analisi del Dna hanno dissipato ogni dubbio: il profilo genetico estratto dalle ossa combacia perfettamente con quello di Antonio. La notizia da pochi giorni è stata comunicata ufficialmente ai parenti del 42 enne, che fino all’ultimo avevano sperato in un esito diverso.

UN DOLORE CHE SPEZZA LA SPERANZA DI RITROVARE ANTONIO STRANGIO IN VITA

Il ritrovamento dei resti umani è avvenuto in una zona isolata tra la spiaggia e la fiumara Bonamico tra i comuni di Bovalino e Bianco, in provincia di Reggio Calabria. Le ossa erano dentro la sua Jeep Mitsubishi Pajero. Il mezzo era stato rinvenuto completamente carbonizzato e all’interno erano state rinvenute delle ossa. L’alto grado di carbonizzazione aveva impedito un riconoscimento visivo, alimentando per settimane il mistero sulla scomparsa di Strangio. Il 43enne lascia una moglie e tre figli.

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I carabinieri, coordinati dalla Procura di Locri, stanno lavorando da mesi per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e individuare le circostanze della sua morte. Al momento, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di un omicidio e gli inquirenti non escludono alcuna pista. Antonio Strangio era scomparso improvvisamente l’11 novembre, lasciando la famiglia in un’angoscia crescente. Nei giorni successivi, parenti e amici lo avevano cercato invano.

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